La deputata Giulia Grillo (M5S) chiede le dimissioni di Crocetta

Altra tegola su Crocetta, stavolta non è la dimissione di un altro dei suoi assessori, ma è il grido d’allarme lanciato dalla Corte dei Conti sul bilancio della Regione Siciliana.

Il quadro dipinto dalla Corte dei Conti è a tinte fosche: le uscite superano le entrate, mentre le prime sono aumentate di un miliardo e mezzo sfiorando i venti miliardi complessivi, le seconde sono in  ribasso del 10,35 per cento (due miliardi in meno rispetto all’esercizio precedente). I debiti viaggiano sui cinque miliardi e mezzo di euro, somma relativa al 31 dicembre del 2014, ma la cifra è in ascesa ed è destinata a toccare i sette miliardi e novecento milioni entro il 2015.

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Il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone ha commentato così la relazione della Corte dei Conti sul rendiconto 2014 della Regione: “L’immagine della Sicilia che esce dalla requisitoria del pm della Corte dei Conti è inquietante”.

Sulla precaria situazione economica della Sicilia, intervengono i sindacati.

Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia, auspica: “Un’alleanza sociale e istituzionale che eviti il disastro alla Sicilia consentendo il varo di riforme solo annunciate, a cominciare da quella degli enti di area vasta. Politiche di sviluppo che rilancino l’economia incrementando così le entrate fiscali. E una lotta a evasione e corruzione che sia efficace e seria”.

Il segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi, commenta: “Mentre la nostra Regione è ultima in Italia per spesa dei fondi europei, avendo rendicontato appena il 60.8 per cento della spesa, Catania arretra e la Cassa integrazione straordinaria schizza. Più 99,6 per cento nel confronto aprile-maggio. Questa provincia è stata ridotta da malapolitica e malaburocrazia alla fame.  Fame di lavoro dignitoso!”.

Giulia Grillo, deputata del M5S, chiede a voce alta le dimissioni del Presidente della Regione, Rosario Crocetta.

Sul giudizio di parifica della Corte dei Conti dei documenti contabili del 2014, Giulia Grillo ha affermato: “che ci si trova in una situazione di grave emergenza con un progressivo deterioramento dei conti nonché un durevole peggioramento della situazione finanziaria che rendono improcrastinabile l’esigenza di predisporre un concreto programma di rientro del deficit ormai strutturale e consolidato in modo da realizzare un effettive e credibile risanamento”.

La deputata pentastellata mette il coltello nella piaga parlando della sanità siciliana.

“Sul credibile abbiamo qualche perplessità – afferma con amarezza la Grillo – poiché di credibile questo governo ha prodotto poco o nulla. Possiamo analizzare il settore sanitario: è vero che si è rientrati dal disavanzo, ma a quali conseguenze? I siciliani pagano le aliquote altissime per avere un sevizio decisamente discutibile, sono aumentati i viaggi della speranza perché ci si fida poco della sanità siciliana e tutto ciò costa alla Regione 200 milioni di euro l’anno: è questa la politica di risanamento che dovrebbe salvare la Sicilia?”.

E proprio la sanità è uno de punti più critici indicati dalla Corte dei Conti: la spesa è stata di 9 miliardi e 508 milioni, 615 milioni in più rispetto al 2013. E malgrado questo enorme esborso di denaro i disastri sono sotto gli occhi di tutti.

“Crocetta a questo punto se ne vada a casa – conclude la Grillo -, accetti che la sua è stata una esperienza fallimentare, presenti le dimissioni senza aspettare di essere sfiduciato e si vada alle elezioni subito”.

A proposito delle dimissioni della Borsellino, Crocetta glissa sul pesante j’accuse della Borsellino che punta il dito sulla questione etica in seno alla sanità siciliana che l’ha portata a dimettersi: “Prevalenti ragioni di ordine etico e morale e quindi personale, sempre più inconciliabili con la prosecuzione del mio mandato, mi spingono a questa decisione”, dice la Borsellino nella sua lettera di dimissioni.

“Considerata poi la concomitante circostanza occorsa – continua l’ex assessore alla Sanità -, di cui ai recenti fatti di cronaca riguardanti il caso del primario di Chirurgia plastica e maxillofacciale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello, non posso non manifestare il rammarico conseguente alla lesione che fatti come questo determinano inevitabilmente all’immagine dell’istituzione sanitaria e dell’intera Regione siciliana, adombrando il lavoro di tanti operatori e professionisti che profondo quotidianamente il proprio impegno con onestà e correttezza nell’esclusivo interesse pubblico”.

E la reazione di Crocetta dinanzi a un capo d’accusa così pesante qual è?

Assume a sé l’interim della Sanità e nomina un comitato di otto saggi (tutti profumatamente pagati dai soldi dei siciliani), che dovrà supportare il settore della sanità siciliana sempre più allo sfacelo.

Quello che ci auspichiamo è che i saggi partoriscano, per Crocetta, dall’alto della loro onniscienza, una suadente e accorata preghiera: scollarsi dallo scanno di governatore!

Vincenzo Adalberto

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