Che la nostra amata Sicilia sia la terra dei paradossi è cosa nota e propri a questi Luigi Pirandello s’ispirava a piene mani nelle opere letterarie che lo hanno reso famoso.

Certo in una regione che ha un bilancio da colabrodo e un debito pubblico di sette miliardi e novecento milioni ci si aspetta un atteggiamento più sobrio, un contenimento e soprattutto un’oculata razionalizzazione delle spese. E invece magari si effettuano i tagli alla sanità e poi si gettano letteralmente via i soldi per premiare profumatamente i dirigenti sol perché fanno il loro lavoro (per cui già sono pagati lautamente con stipendi che viaggiano in media dai 50 mila ai 60 mila euro l’anno).

Ed ecco il “premio mail”, come lo abbiamo ribattezzato, per il dirigente che sa usare internet, spedire mail, che sa “protocollare e tenere in ordine l’archivio”, niente di più! Diciassette mila euro lordi annui per ogni “bravo” dirigente: una cifra che “lievita” gli stipendi di 1.300 euro al mese.

Tra il 2013 e il 2014 sono stati stanziati oltre 10 milioni di euro, per il cosiddetto premio produttività conferito ai 1.737 super burocrati che in Sicilia dirigono i 17.325 dipendenti regionali, mentre per il 2015 la cifra di 10 milioni di euro è stata decurtata di 587 mila euro per via dei pensionamenti.

“Con dirigenti così bravi ed efficienti la regione dovrebbe brillare in tutti i settori, quando invece siamo sull’orlo della bancarotta: presenteremo un emendamento in finanziaria per congelare questa spesa”, afferma Giorgio Ciaccio, capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana, che ha chiesto a tutti gli assessorati di fornire le varie schede di valutazione dei dirigenti.

Rosario Crocetta ha vinto le elezioni facendo proclami di rivoluzione, ma a quanto pare la Sicilia con lui ha assunto connotati gattopardiani e di immobilismo superiori ai tempi di cuffariana e lombardiana memoria.

D’altronde non si capisce come si possa mantenere una prebenda così ingiustificata in tempi di spending review, quando lo stesso assessore all’Economia, Alessandro Baccei, afferma che la Regione siciliana a causa del suo bilancio si trova in procinto di “spegnere la luce” degli edifici pubblici.

Vincenzo Adalberto

 

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