ROMA – Il Consiglio dei ministri potrebbe impugnare la legge dell’Assemblea regionale siciliana che consente l’esercizio provvisorio fino al 30 aprile. Oggi il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, e l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, sono a Roma per dare spiegazioni al governo centrale. La proposta di impugnativa arriverebbe dall’Ufficio degli Affari regionali che avrebbe riscontrato entrate non certe per circa un miliardo certificate nell’esercizio provvisorio approvato dall’Ars. Per il capogruppo di FI Marco Falcone, “l’impostazione dell’assessore Baccei è stata errata. Ha previsto per il 2015 un aumento e sovradimensionato gli introiti di Irpef e Iva, contravvenendo anche all’analisi del Def dove si dice che siamo in un periodo di congiuntura, dunque si prevedono entrate minori rispetto allo scorso anno”. Non solo: è stato previsto un accantonamento negativo per un miliardo 700 milioni su imposte maturate in Sicilia e riscosse nel Lazio, “soldi che lo Stato ha già annunciato che non saranno nel nostro bilancio”.

“Da Roma ci arriva la notizia che il bilancio provvisorio della Regione siciliana non sarà impugnato”, spiega, però, il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. “Come avevo detto non c’era alcuno scontro col governo Renzi, si trattava solo di un equivoco che è stato superato alla luce dei chiarimenti che abbiamo fornito a Roma.”, ha aggiunto. “Lo Stato, quindi non il governo, tramite la Ragioneria generale ha inoltrato una richiesta di chiarimento su alcuni aspetti tecnici relativi al bilancio di previsione, a tale richiesta la Regione ha risposto, ritengo, in modo esauriente con una nota inviata sia a alla Ragioneria dello Stato che alla presidenza del Consiglio dei Ministri.”

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