Altro successo per Sicilia Journal, che è stata fra i promotori della presentazione, all’interno dello storico Palazzo delle Stelline di Milano, dell’ultima fatica di Piero Isgrò, “La sposa del nord”.

La nota location è situata di fronte alla Chiesa di S. Maria delle Grazie, dov’è conservata “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci, e non è un caso che sia stata scelta come cornice della strepitosa presentazione, in cui sono intervenuti, oltre l’autore il giornalista Salvatore Carrubba e la nostra collega Giuliana Avila Di Stefano.

Infatti, lo stesso Palazzo Stelline, è citato all’interno del libro di Isgrò, che ricordiamo parla di Giselda Fojanesi “donna bistrattata dai suoi affetti, ma che ha una rivalsa, divenendo importante educatrice e poi ispettrice degli educandati femminili, come il luogo in cui ci troviamo” ha affermato Isgrò e Carrubba.

Isgrò, reduce dal piazzamento sul secondo gradino del podio all’ottava edizione del Premio letterario Francesco Alziator 2014 per la sezione narrativa, dinanzi ad un nutrito pubblico, ha sottolineato come “Giselda Fojanesi sia stata nella prima fase della sua vita e negli anni del matrimonio, una donna annientata nella dignità e nell’animo. Sposata a un uomo super valutato anche da un punto di vista culturale, ha poi incontrato Verga, anch’egli… ominicchio a livello maschile. Ovviamente nessuno mette in dubbio la grandezza intellettuale di Verga. Quale donna potrebbe sopportare ciò che lei ha vissuto? Eppure è riuscita a sopravvivere, per poi vivere, quando il matrimonio giunse al capolinea”.

Sono state snocciolate alcune chicche da parte del giornalista Salvatore Carrubba, che con amarezza non ha tralasciato di sottolineare come ancora oggi “chi abbandona la Sicilia da il meglio di se e chi vi rimane è come imprigionato all’interno di un sistema per molti incomprensibile” esattamente come accadde a Giselda Fojanesi.

Tanti gli interventi dal pubblico, fra cui quelli del giornalista Matteo Collura e dello scrittore Enzo Russo. Presente anche il vice prefetto,  Maria Stefania Caracciolo.

Un romanzo suggestivo e commovente, in cui protagonista e rappresentazione di un’epoca ormai passata è la storia della fiorentina Giselda Fojanesi, ragazza bella, onesta e istruita, ma dalle esigue possibilità economiche, che decide di trasferirsi nel profondo meridione, a Catania, per ricoprire il ruolo di insegnante all’interno di un convitto femminile, impiego ottenuto grazie all’amico Giovanni Verga. Lì conoscerà il poeta Mario Rapisardi, uomo collerico e paranoico, nonché poeta mediocrissimo, che sposerà nel 1872: un matrimonio, purtroppo per lei, non felice, ma costellato di vessazioni e umiliazioni. Giselda, odiata dalla famiglia gretta di lui, si ritroverà persino costretta dal marito aguzzino e libertino, ma profondamente geloso, a rinunciare al suo lavoro, ritrovandosi stretta in una morsa dolorosa, spiata e stigmatizzata ingiustamente per ogni suo comportamento. Ma proprio quando Giselda penserà di aver toccato il fondo, la sua vita cambierà capitolo, illuminata da un sentimento inatteso con Giovanni, quel Giovanni che anni addietro le aveva procurato impiego in Sicilia. E così ritroviamo lei, accanto a quel Verga già famoso scrittore, acclamato da pubblico e critica. Un romanzo intriso di sentimenti, intessuti su fatti veri, dal ritmo intenso e coinvolgente, pieno di tratti umani forti, la storia di un tradimento che riporta alla vita, che si snoda sullo scenario di un’Italia appena unificata, in bilico tra passato  futuro.

L’evento è stato organizzato grazie al patrocinio del giornale on-line “Sicilia Journal – l’informazione senza se e senza ma” del direttore Daniele Lo Porto, segretario di AssoStampa e de “I custodi delle vigne dell’Etna”, azienda vinicola posta proprio alle falde dell’Etna (patrimonio Unesco 2013),  nata dalla comune passione per il vino e la Muntagna della giovane coppia Mario e Manuela Paoluzi.

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