di Katya Maugeri

Matteo Collura, giornalista e scrittore, redattore del Corriere della Sera, biografo di Sciascia e Pirandello, nel suo nuovo libro “Sicilia la fabbrica del mito”, ci presenta una vasta gamma di “miti” siciliani che sono diventati parte della storia di una terra che da sempre affascina: la Sicilia.
Personaggi trasfigurati in leggende, da Bellini a Cagliostro, da Genco Russo a Salvatore Giuliano, da Franca Viola al misterioso Raymond Roussel. Personaggi attorno al quale ruota il mito di una Sicilia senza tempo in cui il confine tra realtà e finzione, tra mito e storia, è sottile e il fascino di queste storie, eterno.

Nel suo romanzo “Sicilia, la fabbrica del mito” ci immergiamo all’interno di tradizioni, folclore e leggende. Che cos’è il Mito e quanto è necessario riconoscerne il legame?

Il mito precede la storia e riesce a dare agli esseri umani una spiegazione per tutto, anche per fenomeni e realtà di cui non si verrà mai a capo. Per questo il mito, tra l’altro, ha un valore consolatorio. Come potremmo infatti sopportare il mistero delle costellazioni quando la notte alziamo lo sguardo al cielo? E come potremmo accettare l’idea di dover morire dopo essere nati? Il mito è indispensabile per noi esseri umani.

È possibile scindere il Mito dalla realtà?

Basta guardare la realtà per quello che è, non attraverso la sua mitizzazione. Ormai questa è pratica corrente. Nell’antichità era diverso. Nella notte dei tempi, davvero si credeva che la primavera arrivava perché Proserpina veniva restituita alla madre Cerere da Plutone. Poi è venuta la scienza e con essa la conoscenza parziale della realtà.25899689_matteo-collura-sicilia-la-fabbrica-del-mito-0

Cos’è rimasto, oggi,  delle tradizioni e del Mito?

Le tradizioni oggi sono tenute in vita dal folclore, del quale si servono gli operatori turistici e gli scrittori di consumo. Il mito persiste e persisterà, perché, come ho già detto, gli esseri umani ne hanno bisogno. E poi come pensare che possa disperdersi il mito che riguarda la vita e la morte di Gesù Cristo? Su questo mito è stata costruita la nostra cultura di europei, di occidentali; di questo mito sono imbottiti tutti i musei del mondo e le biblioteche.

Cosa ne pensa del libro di Stefano Roncoroni, “Ettore Majorana lo scomparso. E la decisione irrevocabile”? So che lei ha anche partecipato alla presentazione del libro, presso il Palazzo delle Stelline a Milano.

Stefano Roncoroni mi ha mandato il suo libro su Ettore Majorana e, dopo averlo letto, gli ho risposto per lettera. E’ un’opera di notevole impegno civile. E’ utile per conoscere e capire molte cose. Certo, trattandosi di un libro a tesi, non a tutti può piacere.

Il libro di Roncoroni pone la parola fine al mistero della scomparsa di Ettore Majorana?

Non credo che Roncoroni abbia preteso di mettere la parola fine sull’affaire. Non credo si riuscirà a venire a capo di questo mistero.

Nel testo di Roncoroni la malattia di Majorana viene identificata come sindrome di Asperger, una variante dell’autismo. Pare che la famiglia Majorana non sia d’accordo con questa dichiarazione.
Quali sono, secondo lei, le motivazioni? Si tratta di una verità nascosta o la scelta di mantenere il silenzio deriva dalla necessità di  tutelare il loro dolore?001-matteo-collura-a-milano-4-c

Che Ettore Majorana non fosse a posto dal punto di vista nervoso, non ci sono dubbi. Non so se si sia trattato di autismo o di altre sindromi; so soltanto che egli aveva degli evidenti disturbi relazionali. E’ comprensibile che la famiglia su questo aspetto pretenda il rispetto, ma non può certo pretendere il silenzio assoluto.

 In “Sicilia, la fabbrica del mito “, tra le tematiche affrontate troviamo anche la mafia. Da cosa è caratterizzata, oggi, la mafia?

La mafia di oggi è esattamente quella di ieri; sono cambiati naturalmente i segni esteriori. La mafia, ieri come oggi, persegue scopi di lucro nell’esercizio di attività che nelle comunità civili appartengono allo Stato. Anche la mafia è frutto di una mitizzazione secolare, per combattere la quale bisogna incidere soprattutto nella cultura, nella mentalità.

Qual è il suo parere riguardo la polemica sui “professionisti dell’antimafia”?

Il mio parere in proposito è quello di Leonardo Sciascia. Sulla materia ho scritto non so quanti articoli e libri.

 Che cosa ne pensa di Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Rosario Crocetta  e dell’attuale situazione politica in Italia?

Penso che Matteo Rensi sia l’unica vera novità nella politica italiana di questi ultimi trent’anni. Non so se del tutto positiva, ma sono portato a crederlo. Berlusconi ormai è finito, così come anche altri esponenti politici totalmente oscurati da Rensi. Crocetta fa quel che può, in una Sicilia incrostata di trame e privilegi assurdi. Non credo sia possibile governare una regione che ha fatto della sua autonomia qualcosa di inaccettabile da tutti i punti di vista.

Katya Maugeri

A proposito dell'autore

Post correlati

Scrivi