SICILIA – “Sicilia Mondo vuole dare testimonianza alla Giornata Mondiale del Rifugiato, sensibilizzando le Associazioni e l’intera struttura a ricordare un dramma epico di grande attualità in tutte le latitudini del mondo.

La Giornata, indetta dalle Nazioni Unite e celebrata ogni anno il 20 giugno,  ricorda una tragedia immane che si consuma sotto i nostri occhi e richiama la nostra sensibilità ma anche il dovere  del  soccorso, della solidarietà e della fratellanza.

Milioni di persone, spesso intere famiglie, sono costrette a lasciare la propria casa per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni, alle violenze ed agli eccidi di intere popolazioni, alla ricerca disperata  del diritto alla vita, alla libertà ed alla dignità umana.

Gli ultimi rapporti annuali  dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ci confermano purtroppo  che il fenomeno  continua la sua spaventosa espansione.

Emblematico il grido di dolore di Papa Francesco: “Preghiamo per tanti fratelli e sorelle  che cercano rifugio lontano dalla loro terra,  che cercano una casa   dove poter vivere  senza timore,  perché siano sempre rispettati nella loro dignità”. Ha quindi incoraggiato l’opera di quanti portano loro un aiuto con l’invito a chiedere “perdono per le persone e le Istituzioni che chiudono la porta a questa gente che cerca una famiglia, che cerca di essere custodita”,  auspicando che la comunità internazionale “agisca in maniera  efficace  per prevenire le cause delle migrazioni forzate”.

Sono persone come noi, famiglie come le nostre, afferma Sicilia Mondo.

Mentre il mondo galleggia e rinvia ogni decisione voltando lo sguardo dall’altra parte, il Governo italiano si sta impegnando con generosità oltre le sue effettive possibilità.  Certamente un atteggiamento esemplare di civiltà italica, di sensibilità umana ma anche di una lungimiranza politica in un mondo piuttosto miope.

Anche l’Europa tergiversa mettendo a rischio la faticosa costruzione di un continente veramente unito e solidale, capace di gestire il moto di una domanda di diritto alla vita ed alla libertà che viene dai continenti meno sviluppati.

Purtroppo la cultura dell’emigrato è ancora lontana.

Sicilia Mondo confida che anche le Associazioni ed i corregionali che vivono nelle varie parti del mondo, diano la loro testimonianza con quella sensibilità che appartiene al nostro dna isolano.

Ma è indispensabile che la tragedia dei rifugiati entri nel modo di vivere della nostra quotidianità partendo dal basso, a cominciare dall’insegnamento nelle scuole, per diventare cultura solidale nei confronti dell’altro, nella convinzione che chi viene da fuori porta sempre la ricchezza della sua identità e il patrimonio culturale di origine.

La Sicilia ci dà l’orgoglio di avere confermato la sua tradizionale, atavica accoglienza mobilitandosi con grande generosità e mettendo spesso a disposizione anche le proprie abitazioni”

 

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