A Gagliano, in occasione della festa del Santo Patrono, ad iniziativa del Comitato “E…stiamo insieme a Gagliano”, del “Circolo dei Gaglianesi del Nord Italia”, della F.A.SI e in collaborazione con il Comune di Gagliano Castelferrato, ha avuto luogo  nel Palazzo di Città un Incontro sul tema “L’Emigrazione e la Sicilia: peso o risorsa?”,  coordinatore Mario Bisignano,  presenti numerosissimi gaglianesi che vivono fuori, rientrati per le ferie .

La manifestazione è stata aperta dal saluto del sindaco Salvatore Zappulla che ha ringraziato il Presidente del Comitato Giuseppe Baldi, e dall’Assessore alla Cultura Caterina Cocuzza. E’ stata poi la volta dei relatori Michele Fiorenza, Presidente del Circolo  dei Gaglianesi del Nord Italia, Mario Ridolfo, Presidente Famiglia Agirina e Coordinatore della FASI, Carmelo Sergi, Direttore di Sicilia Mondo,  Orazio Musumeci, operatore scolastico già sindacalista CGIL, Don Beniamino Sacco, parroco della Chiesta dello Spirito Santo di Vittoria e Don Cataldo La Ferrera, Presidente del Consiglio Comunale di Gagliano che hanno arricchito, con testimonianze dirette il tema dell’Incontro, riscuotendo consenso ed applausi dalla sala gremita di ospiti.

Azzia, anche lui relatore, ha detto:  “Visto con l’occhio del presente, il fenomeno italiano della mobilità del lavoro ha raggiunto dimensione strutturale e non più di emergenza. Ancora in crescita, forse per tanti anni ancora.

Si parte dal Sud  ma anche dal Nord del Paese.

Quelli che partono sono più numerosi di chi rientra. Difficile la statistica perché moltissimi si recano all’estero per motivi  di  ricerca o di perfezionamento professionale o per esplorare possibilità di sistemazione.

Gli effetti della crisi economica ed i ritardi della crescita hanno reso difficile l’accesso al lavoro determinando la fuga verso paesi più promettenti.

Sono ingegneri, avvocati, medici, operai specializzati che vogliono realizzarsi o in cerca di lavoro. Molti col disegno di tornare.

Più consistente  la fuga dei giovani  incoraggiata dalla conoscenza di Skype e Facebook che  consente loro di dialogare,  conoscersi ma anche di scoprire  di essere più simili tra di loro di quanto non si creda.  Sono motivati, hanno cognizioni culturali e di  lingua. Privilegiano l’Europa ma raggiungono tutti i continenti.

Chi ha una specializzazione e conosce la lingua trova lavoro,  diversamente si adatta a lavori più umili in attesa di possibili opportunità.

Le difficoltà sono tante, come l’alloggio, l’adattamento, l’informazione.

Su questo scenario, il Governo dimostra di non avere una cognizione precisa del fenomeno, confermata dalla riduzione irrazionale di molti Consolati e presidi all’estero tra cui l’Europa, meta privilegiata di tanti giovani. Molte le zone d’ombra e le distanze dalle politiche  di Francia, Germania e Inghilterra nei confronti dei propri connazionali.

Ancora una volta si avverte la mancanza di  una  politica  vera e propria per gli italiani all’estero, di grande respiro e di insieme.

Non bastano i provvedimenti di tutela e di immagine a vocazione diplomatico-istituzionale. Manca una politica che sappia raggiungerli, ascoltarli e coinvolgerli come parte integrante dei programmi del Governo.

Da parte nostra non siamo rimasti inerti.

Con Narducci, Presidente UNAIE, abbiamo ottenuto il voto unanime dell’Assemblea Plenaria del CGIE  sulla proposta  al Governo di un Osservatorio di monitoraggio per i giovani che vanno fuori ma anche una chiara politica di apertura per gli italiani all’estero.11924759_413911272132708_706390330686339714_n

La accoglienza della città, ha detto Azzia, con l’Incontro di questa mattina con i gaglianesi che vivono fuori  ed i loro rappresentanti, è un grosso evento culturale.

Sul tema dell’Incontro posso dire che l’emigrazione  è sempre impoverimento per il Paese di origine, ricchezza per il paese ospitante.

Ma è anche vero che il successo  di chi parte può diventare risorsa di ritorno.

Nelle varie parti del mondo vivono circa 70 milioni di  italiani (chiamati anche italofoni) tra  discendenti, oriundi e naturalizzati, di cui 4 milioni e mezzo con cittadinanza e passaporto italiano.

Hanno contribuito alla crescita ed allo sviluppo dei paesi ospitanti raggiungendo spesso posti di responsabilità nella economia, nella cultura e nella politica.

Con la loro creatività,  intraprendenza ed impegno civico, hanno costruito una immagine positiva del Paese Italia. Sempre senza mai perdere una “gran voglia di Italia”.  Oggi sono una risorsa di inestimabile valore e, nello stesso tempo, fattore strategico nelle politiche di crescita del Governo nel mercato globale:  promozione della lingua e cultura, espansione del Made in Italy, cooperazione allo sviluppo.

In questa direzione, prezioso il ruolo dell’associazionismo di emigrazione sia come  rappresentanza della comunità sia come strumento operativo all’interno della stessa.

E’ un errore grossolano pensare  ad una crescita vera  del Paese senza il coinvolgimento intelligente della risorsa rappresentata  dagli  italiani che vivono all’estero”.

La manifestazione è poi proseguita, nel corso della giornata, con un intenso programma di premiazioni ai gaglianesi eccellenti che si sono distinti, in modo particolare quelli all’estero e  con un intrattenimento musicale finale.

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