CATANIA – Ad un anno dalla scomparsa, la figura di Paolo Russitto, vice presidente emerito di Sicilia Mondo, è stata commemorata a Militello Val di Catania, sua città natale.

Nel primo pomeriggio, una delegazione di Sicilia Mondo guidata da Mimmo Azzia e dal direttore Carmelo Sergi, il fratello Giovanni ed un gruppo di parenti ed amici, ha deposto una corona di fiori nella tomba di famiglia. La commemorazione, svoltasi presso l’Auditorium San Domenico, è stata aperta dalla preghiera dell’Ave Maria di Gounod dal baritono siciliano Giovanni Di Mare.

Dopo la lettura da parte di Giusy Cantarella del profilo “Paolo Russitto aveva qualcosa di più”, è stata la volta del sindaco di Militello Giuseppe Fucile che ha portato il saluto della città, di Angelo Privitera, in rappresentanza dell’associazione Gruppo Teatro Arte e Riviera dei Limoni,  dell’editore Salvatore Garufi e di Danilo Dambone, presidente dell’associazione Centro Studi Culturale  Ver Sacrum. La commemorazione è stata preceduta da una presentazione-video su PaoloRussitto di Nello Arancio.

Riportiamo di seguito il testo “Paolo Russitto aveva una marcia in più”:

“Paolo Russitto ci ha lasciato. In punta di piedi. Senza preavviso. Con la discrezione  che aveva sempre avuto nella vita. La notizia di quel mattino dell’8 ottobre dell’anno scorso ci sorprese tutti. Increduli ma anche sconvolti per l’immane perdita. Grande la commozione anche nelle Associazioni e nelle comunità siciliane presenti nelle varie parti del mondo dove era conosciuto ed apprezzato. Paolo era voluto bene da tutti.

A distanza di un anno dalla sua scomparsa,  mentre non si allenta l’eco del rimpianto, emerge con serena valutazione, tutta la dimensione della sua statura di uomo, di cittadino e di operatore sociale. Paolo era un uomo semplice e completo, unico, profondo, con una straordinaria sensibilità.

Garbato, sempre disponibile nei confronti dell’altro, intransigente sui principi. Aveva una visione etica della vita, della famiglia, del lavoro e del rapporto sociale.  Eccellenti doti di creatività e capacità organizzative.  Un comunicatore accorto che sapeva parlare alla gente. Paolo aveva qualcosa di più.

Accanto alla sensibilità sociale, di Paolo ricordiamo la passione per la organizzazione e la conduzione di spettacoli musicali, festival, manifestazioni a sfondo religioso, culturale, folclore siciliano, alle  quali apportava spesso soluzioni inedite ed innovative arricchendone i contenuti.

Aveva capito che la gestione di uno spettacolo o di una manifestazione o comunque contatto col  pubblico era sempre una cosa seria, indipendentemente dalla sua tipologia e che pertanto andava gestita  con assoluto rigore, correttezza ed onestà nei confronti dell’ascoltatore; che il successo era possibile non solo tenendo alto il livello ma cogliendo  il meglio del profilo culturale, religioso o ricreativo.

Su questa linea Paolo, da comunicatore intelligente,  parlava al cuore ed ai sentimenti degli ascoltatori, li coinvolgeva, facendo vivere momenti di riflessione, spesso di gioia o di commozione. In fondo, era questa la strada attraverso  la quale Paolo amava la gente, si sentiva tra la gente.

Questa linea, divenuta uno stile inconfondibile,  lo promosse, per lungo tempo, come leader della comunicazione a Militello in Val di Catania e nei Comuni vicini che a lui frequentemente si rivolgevano. Questa immagine di Paolo, col microfono in mano, resta incancellabile nella memoria di tutti.

Era attaccato alla famiglia dalla quale non si staccò mai, per dedicarsi al nipote Nello. Recentemente, il piccolo Luca era la sua vita. Paolo dedicò tutta la sua esistenza al lavoro,  anche come migrante (1963-1978).

È proprio negli anni della sofferenza  in Svizzera che Paolo si fa conoscere. L’impatto con la indifferenza della società elvetica, la condizione di emigrante, lo scenario sofferente dei corregionali lo traumatizzano e lo inducono a dedicare tutto il  tempo libero  al sollievo della collettività. Organizza incontri e festival per bambini e per grandi, ricorrenze religiose, serate danzanti,   chiama cantanti  dall’Italia. Organizza un sindacato, apre la associazione ARSE “Siciliani nel Mondo”.

Porta a Grenchen, città degli orologi, una ventata di nuovo e di calore siciliano che scioglie il gelo e coinvolge la società e le Istituzioni locali che gli conferiranno incarichi di responsabilità. Le iniziative di Paolo si estendono anche ai corregionali di Olten e Biberist. Eccelle anche nel lavoro ricevendo subito, da una fabbrica di orologi, l’incarico di capo reparto che terrà fino al suo congedo.

Le sue iniziative varcano i confini locali al punto che, su proposta del Console  Gionta, il 2 giugno del 1979, il Presidente Sandro Pertini gli conferisce la onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica. Cosa assai rara per un emigrante. Questa sensibilità e senso di apertura agli altri, maturata negli anni duri di emigrato, Paolo se la porterà dappresso per tutta la vita. Sarà la sua forza.

A Militello Paolo è stato un protagonista. Stravedeva per la sua città.  Per 20 anni, come presidente della Pro-Loco, pilotò  tutti gli eventi storici e religiosi della città, facendo sentire sempre la sua voce presso le Istituzioni provinciali e regionali del turismo e dello spettacolo. A Militello ha lasciato il segno con  uno straordinario repertorio di creatività e di iniziative culturali, folcloristiche e musicali, da lui sempre condotte con amore e correttezza. Tra le tante, la storica istituzione della Sagra della mostarda e del ficodindia.

Manifestazioni che, nel tempo,  hanno fatto crescere e conoscere Militello e la sua immagine a livello regionale  ma anche fuori perché Paolo aveva il pallino degli ospiti di oltreoceano. Con la sua scomparsa si chiude per Militello la stagione quarantennale dell’era Russitto. Assolutamente irripetibile.

Paolo approda a Sicilia Mondo nel 1981. Due anni dopo ne diventa vice presidente, carica che mantenne fino agli ultimi giorni della sua vita. Era questa la strada che aveva sempre sognato. Sicilia Mondo, nel corso della sua lunga attività, ha realizzato decine di iniziative in tutti i continenti, nelle altre regioni italiane ed in Sicilia.

Paolo è stato il motore organizzativo degli ultimi 30 anni di Sicilia Mondo nelle attività culturali, in quelle di turismo sociale, incontri e convegni di studi. Ma è stato anche il tessitore intelligente della rete mondiale di scambi, relazioni, rapporti con le associazioni aderenti e singoli siciliani. Paolo considerava la sua presenza a Sicilia Mondo  un servizio, una missione di solidarietà e di amore  verso i corregionali che come lui avevano vissuto il dramma della emigrazione.

Raggiungere i siciliani lontani nelle sedi di insediamento, conoscerli, mettersi a disposizione, portare la solidarietà, il messaggio della comune identità siciliana, lo esaltava. Si sentiva realizzato quando coglieva un ritorno o una nuova amicizia o il contributo della sua esperienza o quando, pur gratificato dagli applausi, ne condivideva le emozioni.

Paolo ha dato tanto a Militello, alla sua famiglia, a Sicilia Mondo ed a quanti abbiamo avuto il bene di averlo conosciuto. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo.

Abbiamo sofferto la sua mancanza. Ma abbiamo riscoperto la ricchezza  di insegnamenti,  modi di fare e sensibilità senza limiti. Certamente Paolo è stato un personaggio storico della emigrazione siciliana. A distanza di un anno dalla sua scomparsa, Paolo è sempre vicino a noi, presente.

Lo avvertiamo nella quotidianità, ricordando le sue indicazioni, i comportamenti, l’esempio del suo amore nei confronti dei siciliani lontani e per la gente che amava tanto. Una eredità preziosa diventata per noi linea guida. Questa presenza la sentiamo anche in questa sala. Lo vediamo davanti ai nostri occhi, sempre sereno, con il microfono in mano.

Una occasione per ripetergli, ancora una volta, Paolo Ti vogliamo bene. Tutti. Per Sicilia Mondo sei stato un pilastro, per me un fratello che rimarrà sempre nei miei affetti. Vale”.

Domenico Azzia, presidente di Sicilia Mondo

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