Presso il centralissimo salone “San Biagio” di  Catania, ha avuto luogo il convegno promosso dall’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) sul tema “Comunicare la donna: ruolo e centralità nella società di oggi”.

Di concerto con l’UCSI , Sicilia Mondo  ha celebrato la XXXI  edizione della Giornata della donna in emigrazione con lo stesso tema “Comunicare la donna in emigrazione”.

Il Presidente Giuseppe Adernò, introducendo i lavori, ha affermato che l’espressione “comunicare la donna” ha dato una specifica accezione al come far pervenire un messaggio che viene comunicato, trasmesso e donato.

Il verbo “comunicare”, dice il Presidente Adernò, costituisce il file rouge della programmazione culturale della sezione UCSI di Catania, la quale, dopo l’incontro sul tema “Comunicare il sacro” in occasione della festa di Sant’Agata, nella ricorrenza dell’8 marzo ha acceso i riflettori sulla donna e la sua funzione nella società. Comunicare vuol dire inoltre trasmettere il “valore donna” nella sua essenzialità.

I relatori intervenuti hanno presentato poi il caleidoscopio della società resa più umana dalla presenza attiva delle donne.

Rosaria Giuffrè, viceprefetto di Agrigento, ha celebrato la donna delle istituzioni che oltre al riscatto sociale contribuisce alla costruzione di una società matura, capace di dare risposte alle tante emergenze che ne offuscano l’identità. La multiculturalità della donna apre ad una ricerca identitaria di un modello di accoglienza e di una nuova cultura da proporre alle nuove generazioni.

Rita Calderone, pedagogista, ha illustrato una carrellata di figure femminili che nella storia hanno esaltato i principi e i valori delle pari opportunità nell’esercizio delle professioni.  Luigi Sturzo,  disegnando  la nascente democrazia partecipativa, ha valorizzato il ruolo sociale della donna, proiettata alla crescita della società civile nella partecipazione democratica.

Cristina Soraci, docente universitaria e componente del Movimento dei Focolari ha detto: Il ruolo della donna: figlia, sposa, madre s’incarna nel tessuto sociale e culturale. La pluralità della donna necessita di riferimenti forti. Emblematica  l’espressione di Maria Vergine, nel miracolo delle nozze di Cana, “Fate quello che Egli vi dirà”.

Flavia Butera, vice presidente della Fildis (Federazione Italiana Laureate e Diplomate Istituti Superiori) di Catania, pediatra, ha ripercorso il cammino di riscatto sociale della donna che oggi contribuisce alla tutela nelle attività professionali, sostiene e potenzia la cultura al femminile con borse di studio a giovani laureate, convegni e tavole rotonde. Ha ribadito poi che la ginecologa o pediatra accompagna la crescita del bambino sin dai primi giorni di vita e declina l’azione femminile e materna in una costante attività educativa e di sostegno alla maternità.

Mons. Leone Calambrogio ha comunicato la donna come la Sacra Scrittura la presenta e la delinea, modello per le giovani generazioni ed in particolare ha messo in luce la dimensione della verginità e della castità, valori che nella società di oggi sembrano perdere spessore e significato, invece costituiscono il fondamento della famiglia, che nasce nell’amore e si nutre di cooperazione e di costante ricerca del bene per i figli a vantaggio dell’intera comunità civile.

Don Paolo Buttiglieri, consulente regionale dell’UCSI ha sottolineato, inoltre, che “comunicare la donna” significa non tanto ripercorrere il sentiero del riscatto sociale della figura femminile nella società, bensì valorizzare la donna che, come persona, contribuisce allo sviluppo della società ed in essa apporta quelle caratteristiche peculiari di concretezza, sensibilità e attenzioni che danno forza al vivere civile.

Domenico Azzia, Presidente di Sicilia Mondo, nel suo intervento, ha detto: In questo scenario magistralmente descritto dai precedenti relatori, si conferma a tutto campo la essenzialità della donna nella società italiana. Non è così in tante altre parti del mondo.

I cinesi, volendo universalizzare la figura della donna, l’hanno definita “l’altra metà del cielo”.

Hanno ragione perché ogni donna come persona è universo.  Ognuno di Voi qui presente è universo e, quindi,  è “l’altra metà del cielo”.

Come negli altri Paesi occidentali,  anche in Italia la parità di genere è sancita dalle leggi. Anche se sopravvivono resistenze invero assai modeste.

Ben lontano dalla parità di genere è la donna che si trova nella condizione di emigrata. Lontanissima è la donna nella condizione di rifugiata o quella alla disperata ricerca del diritto alla vita ed alla dignità.

C’è tanto eroismo nella donna. Spesso silenzioso.

Mobilitarsi sui diritti della donna contro la violenza, la sopraffazione e  la miseria diventa un impegno che deve partire da tutti noi, dalla società e dai Governi per diventare cultura. E’ un fatto di civiltà.

Oggi moltissime Associazioni di siciliani nelle varie parti del mondo festeggiano la Giornata della donna organizzata da Sicilia Mondo sullo stesso tema “Comunicare la donna”, confermando un appuntamento giunto alla sua XXXI edizione.

E’ giornata di festa che le riaggrega e coinvolge tutte, quelle che aspirano a migliori condizioni di benessere, quelle che lo hanno raggiunto, quelle al centro del potere politico, economico e della pubblica amministrazione. Riscoprono nella Giornata della donna la gioia di ritrovarsi insieme, scambiare ricordi, sentimenti, disegni di futuro.

“Comunicare la donna”  significa trasmettere, anche nella società di insediamento, in qualunque parte del mondo, tutta quella ricchezza di valori  che la donna possiede nella sua universalità di persona, col valore aggiunto  della identità di appartenenza.

Una ricchezza di valori  che  proviene loro, indipendentemente dalla condizione in cui vivono, per la sacralità di persona umana.

Da questa Assemblea, quindi, parta un messaggio di solidarietà, fratellanza ed amicizia a tutte le donne di Sicilia, ovunque risiedano.

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