Il M5S martedì presenta la mozione. Enzo Bianco auspica il superamento della crisi. Francesco Barbalace (LabDem Sicilia)  e Valentina Spata (Possibile) ritengono che si debba mettere fine alla vita di un governo pasticcione e inconcludente.

Il M5S, approfittando dell’ennesima crisi del governo regionale, scaturita dai malumori di  Sicilia Futura a causa della nomina ad assessore di Luisa Lantieri,  ha annunciato una mozione di sfiducia nei confronti del presidente Rosario Crocetta, per verificare la sussistenza o meno della maggioranza di governo.

“Tutti i limiti sono stati oltrepassati, siamo ben oltre la farsa da tempo. I fatti dicono che il Crocetta-quater è morto già in culla, soffocato da infinite polemiche e liti, alimentate dalla smisurata voglia di poltrone delle mille anime della squinternata e inconcludente maggioranza. Il Movimento 5 stelle cercherà di scrivere la parola fine al peggiore governo della storia della Sicilia, presentando la sfiducia a Crocetta”.

Questa è la dichiarazione dei grillini che martedì formalizzeranno all’Ars la mozione, tentando di mettere la parola fine a uno dei governi peggiori della storia della nostra isola. Il governo Crocetta in tre anni è stato esclusivamente impegnato a sbrogliare le continue crisi e a dare vita a conseguenti rimpasti (55 sono gli assessori nominati al momento), spesso scaturiti dall’inadeguatezza dell’ex sindaco di Gela e dall’avidità di potere dei partiti che ne hanno fatto parte.

Un dei peggiori governi, dicevamo, e sicuramente il più inconcludente anche nel raffronto con i precedenti degli impresentabili Cuffaro e Lombardo. Ed è tutto dire!

Si tratta della terza mozione in tre anni per Crocetta ( le precedenti sono andate a vuoto per paura delle elezioni anticipate), e se stavolta Sicilia Futura  e i renziani voteranno la sfiducia insieme alle opposizioni, a Crocetta non resterà che abbandonare Palazzo d’Orleans.

Sull’attuale situazione del governo siciliano non le manda a dire Valentina Spata (Possibile di Civati) che spara a zero contro Crocetta e il suo esecutivo.

“Lo sconforto per il puzzle politico del governo regionale siciliano ha raggiunto il culmine con la nomina di Luisa Lantieri, ex segretaria dell’ex presidente  condannato e carcerato per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra – pronto all’uscita da Rebibbia – Salvatore Cuffaro, quale assessore alla funzione pubblica. Nulla di nuovo all’orizzonte ed ennesima scelta imbarazzante del Presidente Crocetta”. A dirlo è Valentina Spata, rappresentante in Sicilia del movimento politico “Possibile” del deputato nazionale Giuseppe Civati.

“Ancora più grave a mio avviso – continua Spata –  è la tragicommedia messa in atto dai renziani del Partito democratico e da quelli di Sicilia Futura. In Sicilia accade, caso più unico che raro, che ci siano anche renziani non iscritti al Pd, i quali hanno costituito un movimento politico a sé stante, con tanto di benedizione da parte del sottosegretario Davide Faraone. Tornando alla tragicommedia cui accennavo prima, occorre evidenziare che i renziani non hanno gradito la nomina della Lantieri. Non tanto per la sua storia politica –  che dovrebbe essere lontana anni luce dal Pd – quanto per aver fatto saltare il brillante piano di Faraone e del suo ‘cerchio magico’: fare entrare in giunta un uomo politico che in Sicilia fa capo a Saverio Romano e a Roma a Denis Verdini. Un Governo di larghissime intese dunque, che avrebbe visto fianco a fianco non solo l’Udc, ma anche Ncd e Saverio Romano. Per farla breve l’accordo con Verdini, già sostanzialmente in essere a Roma, doveva passare dalla Sicilia, da sempre laboratorio politico nel bene e soprattutto nel male”.

“Ancora una volta Crocetta ed il Pd siciliano – completa il suo pensiero Spata – dimostrano tutta la loro pochezza politica, avallando pedissequamente quegli inciuci romani che si proiettano come ombre sinistre in una sempre più disastrata isola. La Sicilia nel frattempo cade letteralmente a pezzi, tra la noncuranza del governo nazionale di Matteo Renzi e l’evidente inadeguatezza di un governo regionale, più attento alla distribuzione di poltrone che agli atavici problemi che attanagliano la nostra isola”.

Francesco Barbalace di “LabDem Sicilia”, chiede a il commissariamento della Regione.

“La schizofrenia politica in Sicilia ha ormai raggiunto livelli mai visti, dice Barbalace. Mentre si perdono 3 miliardi di euro dei fondi comunitari FSE, FESR e PAC, la classe dirigente siciliana è ancora impegnata, dopo quasi 4 mesi, nella limatura degli assetti del quarto governo Crocetta, che comunque non è ancora decollato”.

“L’ARS è un palcoscenico dove recitano guitti improvvisati, continua Barbalace . Lo spettacolo offerto da esperti di transumanza politica ha superato ormai ogni decenza. Vecchi e noti prestatori d’opera si azzuffano per occupare qualche postazione e misurano la propria dimensione politica in una diatriba politica con un presidente privo di pudore”.

“Il PD nazionale faccia staccare la spina a questo ulteriore inutile governo e avviare le procedure per commissariale la Regione. Contestualmente si commissari il Partito Democratico in Sicilia, vittima delle incapacità di un gruppo dirigente privo di ogni forma di sensibilità politica e preda delle scorribande irresponsabili di alcuni propri rappresentanti regionali”.

Il sindaco Bianco auspica un superamento della crisi.
“In questo momento delicato, di tutto la Sicilia ha bisogno tranne che  di  ulteriori fibrillazioni, dice il sindaco di Catania Enzo Bianco. Le emergenze che stanno colpendo la nostra Regione impongono a tutti di avere un senso di responsabilità ancor  più  che in passato.
Se l’ultima nomina nella formazione del governo Crocetta ha creato troppe tensioni è giusto valutare un passo indietro in modo da poter   ripartire. Auspico che gli assetti politico-istituzionali dell’Ars, capigruppo e   presidenti di commissione, possano subito essere nominati e completati, iniziando così a lavorare”.
“Le tensioni politiche vanno tenute nettamente distinte dagli aspetti   istituzionali. Ecco perché faccio appello perché il tavolo a Roma tra governo nazionale e regionale, nato per il superamento dell’emergenza finanziaria siciliana, prosegua subito il suo lavoro a favore dello sviluppo dell’Isola e della risoluzione dei problemi che colpiscono il nostro territorio.
Sono certo che questo ultimo momento di difficoltà possa essere  superato con serietà e impegno, grazie a una discussione franca e  aperta. In questo scenario il Pd ha un ruolo ancora più centrale e la  nostra unità rappresenta un valore che nessuno deve compromettere”.

Vincenzo Adalberto

 

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