Fonte: www.gazzettinonline.it 

” Viaggio in un mondo pieno di retroscena e contrapposizioni. Un settore sempre al centro di scontri e polemiche.

Nella Sicilia del “non sviluppo economico”, la ricchezza resta sempre e comunque la terra. Da usare in vario modo. C’è chi la usa come “volano” dei centri commerciali (leggasi varianti ai piani regolatori) e c’è chi la usa per il settore più in voga – per motivi diversi – nel Mezzogiorno d’Italia: la discarica di rifiuti.

E nel catanese quando si parla di questo tema salta sempre fuori il nome di “Oikos”, una realtà in espansione vertiginosa. Con tutti i riflessi del caso, dall’economia alla politica e il correlato di polemiche e riflessi sulla vita di centri, come nel caso di Motta Sant’Anastasia, dove da anni una parte della popolazione pone con forza la questione delle esalazioni dei rifiuti. Con una conseguente battaglia politica, amministrativa, ma anche culturale e sociale che adesso è diventata infuocata con un duello tra sindaci, Nino Di Guardo, sindaco di Misterbianco, e Anastasio Carrà, sindaco di Motta Sant’Anastasia. D’altra parte, comunque, c’è anche chi difende la discarica, sul piano funzionale e dell’operatività quotidiana. Ma tutto questo è in itinere e sabato prossimo si arricchirà di una nuova puntata. Infatti, alle ore 10, nella sede dell’Unione provinciale di Catania, si terrà una conferenza stampa del PD etneo per esprimere l’assoluta contrarietà all’allargamento della discarica di Motta Santa Anastasia, ribadendo un “no” chiaro e compatto a una scelta che non tiene conto dell’impatto ambientale e della salute dei cittadini (interverranno, tra gli altri, Nino Di Guardo, sindaco di Misterbianco, e Nicolò Marino, già assessore regionale all’Energia del Governo Crocetta).

Ma andiamo ai fatti: a Catania l’“Oikos”, nel 2010, si è aggiudicata, in associazione temporanea di impresa con “Ipi” l’appalto dei rifiuti solidi urbani della città. Tutto per una montagna di denaro: 160 milioni di euro. Ad “Oikos” è andata la raccolta del 75% dei rifiuti solidi urbani, il restante 25% viene gestito direttamente dalla Direzione Ecologia e Ambiente del Comune. Un settore questo, dell’amministrazione comunale, al centro da anni di sospetti, polemiche, scandali veri o presunti.

L’appalto fu aggiudicato all’associazione temporanea di imprese “Ipi-Oikos”, ritenuta idonea dalla commissione giudicatrice al contrario della “Dusty-Aimeri”, cui si contestava l’insufficiente quantità di attività svolta nei tre anni precedenti, pur essendo stata la stessa “Dusty” a gestire il servizio a Catania e in periferia fino ad allora. Chi c’era nella commissione? Tre dirigenti comunali: la dott.Anna Maria Li Destri. il dott. Valerio Ferlito e l’avv. Giovanna Muscaglione, al vertice dell’avvocatura comunale. Una vicenda controversa finita in Tribunale, con imputati proprio questi dirigenti e il patron di “Oikos”, Domenico Proto. Suo padre Salvatore, negli anni Novanta, fu coinvolto in una vicenda giudiziaria, all’interno di un’inchiesta sugli appalti a Sigonella: ne uscì pienamente assolto e con un congruo risarcimento dallo Stato.

Oggi, il processo, in abbreviato per tutti tranne che per la Li Destri, è ripreso. Le richieste dell’Accusa, con il Pm Angelo Busacca al Gup Loredana Pezzino erano: un anno e otto mesi di reclusione ciascuno, nei confronti del legale rappresentante della “Oikos”, Domenico Proto, dell’ex direttore del servizio ecologia del Comune di Catania Valerio Ferlito e del capo dell’avvocatura comunale Giovanna Muscaglione. Il pm ha anche chiesto il rinvio a giudizio per l’ex responsabile del settore ecologia del Comune, Anna Maria Li Destri che ha deciso di seguire il rito ordinario.

Stamane invece il Gup Loredana Pezzino ha prosciolto tutti gli imputati, compresa la Li Destri, ed ha rinviato a 30 giorni la pubblicazione delle motivazioni.

La vicenda riguardava la gara, da 160 milioni di euro, cui, secondo le accuse della Procura della Repubblica, la società, che gestisce tra l’altro la discarica di Motta Sant’Anastasia, non avrebbe nemmeno potuto partecipare in virtù della mancanza di alcuni requisiti fondamentali legati alla legge n°68 del 1999 che tutela i diritti dei lavoratori disabili.

La Difesa di Proto ha chiesto l’acquisizione delle memorie di costituzione e tutte le memorie depositate nel giudizio tenutosi davanti al Tar dopo il ricorso della “Dusty”, altra azienda leader nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Il Tribunale Amministrativo ha dato torto alla “Dusty” e incidentalmente ha riconosciuto la regolarità dell’”Oikos” sul piano del rispetto della normativa sui disabili al momento della gara.

Ma andiamo a fondo nell’appalto: quel bando, approvata la legge Regionale 9/2010, era superato nelle sue linee guida, visto il ruolo che assumeva, a quel punto, la raccolta differenziata, il solo modo per ridurre il conferimento in discarica. Il bando andava ritirato per adeguarlo alla nuova normativa regionale ma questo non è avvenuto chiamando in causa il modus operandi dei vertici della direzione ecologia e ambiente del Comune di Catania. Non a caso la dottoressa Li Destri, per altra vicenda, sempre legata ad appalti, quella dei mezzi di nettezza urbana è stata licenziata dalla nuova amministrazione comunale. E la Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per quest’altra vicenda proprio della Li Destri per le ipotesi di reato di truffa aggravata, falso, abuso d’ufficio e turbativa d’asta.

Al di là di questo resta il dato di un settore, quello dell’ecologia e dell’ambiente, “caldo”, che al Comune di Catania non sembra proprio brillare, in particolare in tema di legalità e trasparenza. Eppure, questa dovrebbe essere l’”epoca del primato della legge”… dicono.

Che dire poi dell’inesistente manutenzione dei cassonetti di raccolta o il mancato spazzamento di aree o, peggio ancora, il mancato raggiungimento della quota prevista dall’Unione Europea, della raccolta differenziata di rifiuti? Domande legittime o no in una città dove sembra che fare domande sia diventato un optional?

Marco Benanti

 

 

 

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