“Zamparini? Un problema se torna ad esonerare ogni tre partite. Catania? Tifo determinante, ma la squadra non ammazzerà il campionato. Trapani, una società che sa fare calcio”

di Gianluca Virgillito

In prossimità dell’inizio dei campionati di calcio, con Palermo, Catania e Trapani ai nastri di partenza, abbiamo sentito un uomo che di calcio ne mastica parecchio, mister Renato Marletta, per conoscere le sue opinioni sulla prossima stagione.

Caro mister, finalmente si torna a parlare di calcio giocato. Il Palermo è tornato in Serie A, dopo la retrocessione. La squadra rosanero la convince?

“C’è da dire che secondo me, quest’anno, tolte le solite cinque/ sei squadre che si daranno battaglia per le posizioni di vertice, vedo una Serie A molto mediocre. Sarà un campionato diviso in due tronconi: da una parte le squadre di vertice, dall’altra quelle che si daranno battaglia per restare in massima serie. Il Palermo potrebbe essere una squadra da media classifica, però c’è un problema lì: si chiama Zamparini”.

Si riferisce all’ultimatum del Presidente a Iachini dopo la sconfitta di Coppa con il Modena?

“Esattamente. La critica rivolta a Iachini secondo me è indegna. Occorre dare tempo al mister: la rosa è diversa rispetto allo scorso anno. Poi devo dire che mi sorprende anche la distanza dalla squadra del tifo rosanero, pochi abbonati, molte critiche: è un ambiente particolare, non vorrei tornasse il solito Zamparini che esonera allenatori ogni tre giornate”.

A proposito della rosa a disposizione di Iachini, cosa ne pensa della partenza di Hernandez?

“Io non mi sarei privato del giocatore, che mi piace molto. Però si sa, nel calcio di oggi sono i soldi a fare la differenza. Sono quasi tutti mercenari. Comunque credo che nonostante tutto ci terranno a fare bene in campionato. Ripeto, l’importante è che si dia il tempo necessario per carburare”.

Per una squadra che sale, una che, purtroppo, scende in Serie B: il Catania. Partiamo da una nota lieta, cioè il tifo. Lei se li aspettava più di diecimila abbonati?

“Onestamente si. I tifosi rossazzurri hanno nel dna l’amore per questa squadra, nonostante gli errori della società. Nonostante si sia riposta fiducia nella risorsa-Cosentino, che ha portato alla retrocessione, il mancato acquisto nello scorso Gennaio di una punta, che secondo me serviva come il pane, l’aver chiamato De Canio al posto di Maran, scelta per cui chi ha deciso sarebbe da ghigliottinare, e la gestione pessima dello spogliatoio, la gente è accorsa in massa per sostenere il ritorno del Catania in Serie A”.

E adesso? Secondo lei si è corso ai ripari facendo le scelte giuste? Sul mercato la società si è mossa bene?

“Non saprei. Sbandierare ai quattro venti l’obiettivo della promozione crea delle aspettative. E il fatto che la rosa, a mio parere, non sia ancora completa, mi preoccupa. In difesa ci mancano dei terzini. L’adattabilità di alcuni giocatori come Gyomber e Sauro è un bene, ma in caso di emergenza. Ci sono delle consistenze tecniche di cui bisogna tener conto. Nel ruolo di terzino è necessario avere corsa e resistenza, bisogna saper crossare. Peruzzi può andare bene, Monzon, così come Leto, invece, per me non sono né carne né pesce. Come centrali ok, a parte Rolin che sembra avere il famoso mal di pancia. Mi chiedo: non si era detto che chiunque non avesse avuto il sorriso sulle labbra indossando la maglia del Catania sarebbe stato ceduto? Lui così come Frison, per me sono delle incertezze. In questo la società ha sbagliato. Infatti bisognava dare delle scadenze e decidere subito. Lodi? Hanno fatto bene a cederlo. Alla fine se hanno deciso di puntare tutto su Rinaudo, non vedo che utilità avrebbe avuto in panchina. A proposito di centrocampo, anche qua secondo me ci sono delle manchevolezze. Con Almiron alla frutta, e scommesse come Chrapek, manchiamo di giocatori duttili e di esperienza. Praticamente abbiamo solo Rinaudo, che è un gran lottatore. Poi si devono adattare altri giocatori di altro ruolo, vedi Martinho. In attacco, tranne Leto, di cui ancora non abbiamo capito bene in che condizioni sia, speriamo bene per lui, come esterni non siamo messi male. L’unica pecca è il vice-Calaiò. Cani non mi convince molto, e Barisic lo vedo più come seconda punta. Un’altra considerazione che mi preme fare è.. Ma non ci sono più giovani giocatori italiani? Bisogna andare sempre all’estero a prendere giocatori? Si parla tanto di cantera, di squadra Primavera, ma poi mai nessuno riesce a fare il salto di qualità? Mah, in B si può e si deve puntare su qualche giovane scommessa delle giovanili”.

Mister, sarà un campionato difficile per questo Catania? Quali squadre vede più accreditate per giocarsi la promozione con i rossazzurri?

“Non sarà un campionato facile. Chiunque pensi che il Catania ammazzerà il campionato si sbaglia. Il Catania comunque può e deve provare a vincerlo.Vedo sicuramente bene, almeno nell’organico, le neopromosse, e il Bari, ma sappiamo che la B è un campionato che riserva molte sorprese. Quest’anno però, con l’incresciosa situazione creatasi attorno alla ventiduesima squadra da ammettere al campionato si rischia di falsare tutto”.

Infine mister, occupiamoci del Trapani. Una squadra che l’anno scorso ha meravigliato tutti, piazzandosi appena dietro le ultime posizioni utili per accedere ai playoff. Come vede i granata quest’anno? Boscaglia può essere considerato un valore aggiunto?

“Il Trapani lo vedo molto bene. Una società sana, attenta a tutto. Hanno sistemato lo stadio, rendendolo nel loro piccolo un gioiellino. Hanno un ds che lavora sodo ed è molto vigile sul mercato. Si punta sui giovani. L’unica cosa che non devono fare è montarsi la testa. Se rimangono umili potranno togliersi delle soddisfazioni. Boscaglia è sicuramente un valore aggiunto, un allenatore che può arrivare ancora più in alto. Io sono dell’idea che arrivare dai bassifondi sia indispensabile. Ormai chiunque può fare calcio, ma c’è differenze tra il farlo e basta, e farlo come si deve. Lui, così come Pellegrino per il Catania, sono allenatori che di esperienza e gavetta, ne hanno fatta parecchio. Sono allenatori preparati che spero faranno bene, così come mi auguro che facciano bene tutte le siciliane del nostro calcio. I presupposti ci sono, adesso si deve pensare soltanto a lavorare bene”.

Scrivi