Carmelinda Comandatore

Germania, Inghilterra, Australia, Stati Uniti e così via fino a toccare quasi tutto il globo. Sono tantissimi i gruppi facebook creati dai siciliani emigrati all’estero in cerca di fortuna. Una sorta di grande condominio, in cui poter richiedere informazioni di ogni genere. Se fino a qualche anno fa, infatti, quando si approdava in terra straniera ci si rivolgeva ad amici o parenti che già vivevano sul posto, ai tempi dei social media, corrono sul web i post più disparati : dalla ricerca del prodotto tipico siciliano alla richiesta di una stanza in affitto, dalla condivisione delle ricette tradizionali al tam tam per un’offerta di lavoro last minute, senza però dimenticare un po’ di sano umorismo, che accompagna i nostri isolani anche fuori dai confini nazionali. E non mancano neanche i messaggi, inviati dall’Italia, dai giovanissimi che provano a sondare il terreno ancora prima di partire, affidandosi ai pareri dei loro coetanei che hanno già messo piede all’estero.

Siciliani all’estero, in Europa, in Italia e nel mondo, sono solo alcuni dei nomi scelti per questi contenitori di pura sicilianità 2.0, che danno anche, a chi vive in Sicilia, un’istantanea reale della situazione estera, non filtrata o edulcorata dai media. Se da un lato può sembrare più facile trovare un’occupazione fuori dall’Italia per chi non ha troppe pretese e vuol partire da zero, rimboccandosi le maniche, va detto che all’estero ci sono gli stessi problemi che attanagliano l’Italia : immigrazione, caro vita, mafia e criminalità sono temi caldi che fanno di tutto il mondo un paese, ma che da noi, sistematicamente, vengono strumentalizzati da fazioni estremiste a seconda che si voglia nascondere o ingigantire un problema, perché ad usare il tasto “condividi” ci vuole un attimo, attivarsi davvero per realizzare un cambiamento culturale è sicuramente più complicato e impegnativo.

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