Secondo un’indagine del Sole24Ore a Palermo il Comune ha perso l’anno scorso una bella fetta degli incassi generati da infrazioni al Codice della strada: esattamente il 31,3% rispetto al 2013. Nelle casse comunali sono entrati in tutto “soli” 14,5 milioni e Palermo scende al 51 posto fra le città sanzionate. Fa ancora meglio Catania, al 53° posto con incassi minori del 34,7%. Bravissime anche Siracusa (72a con -20%) , Trapani (77a, -21%), Messina (81a, -15,5%), Ragusa (82a, -11,2%), Agrigento (95a, -25,8%), Caltanissetta (97a,  -28,1%) ed Enna (in coda alla classifica con -40,8%).

Ho un dubbio, una certezza e un sospetto.

Il dubbio, da cittadino che sa bene come in Sicilia si rischia la vita a ogni rotonda, a ogni semaforo e sulle strisce pedonali, è: sono diventati più disciplinati i miei conterranei, o sono diventati meno solerti i vigili?

La certezza: i sindaci dei disastratissimi Comuni in questione sono disperati.

E dalla certezza, un sospetto: vuoi vedere che qualche sindaco lancerà campagne pubblicitarie del tipo “Se ami la tua città, passa col rosso” “Lascia la macchina in seconda fila: con una piccola multa, ti senti un Re”, “Approfitta della grande offerta di Pasqua: ogni due infrazioni, la terza è gratis”?

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Carlo Barbieri

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