Visito per la prima volta la pagina FB “Orlando il Sindaco lo sa fare” e scorro rapidamente i post attraverso i quali il Sindaco di Palermo comunica con i Cittadini. La prima cosa che noto con piacere è che la pagina è democraticamente aperta ai commenti di tutti. Poi mi rendo conto che la comunicazione è in realtà a senso unico. Mi spiego con un esempio. In un post il Sindaco informa degli interventi a favore delle scuole. Qualcuno commenta che esiste il problema delle scuole abbandonate e occupate dai senzatetto, e lamenta che l’Assessore, interpellato, “non risponde”. Reazione? Nessuna. E così via per i post successivi, che possono riguardare una fiaccolata, la scopertura di una targa commemorativa o la partecipazione di Palermo alla European Mobility Week (pensate: la Palermo del traffico tumultu-lento e delle piste ciclabili fantasma!)… o la necessità di “finalizzare il gemellaggio con Khan Younis”. Tutte cose importanti, ovviamente, ma i cittadini gli chiedono (e qualche volta gli urlano) di dedicarsi piuttosto a cose più basilari: pulizia, strade senza buche, lotta all’abusivismo e servizi sociali. Il risultato complessivo è quasi surreale, mi fa pensare al famoso “dialogo” di Troisi e Benigni con l'”Autorità” sorda e concentrata solo su ciò che interessa a lei: “Un fiorino”.
Capisco benissimo che il sindaco di una città problematica come Palermo possa non avere il tempo per gestire – e forse neanche per leggere – tutte queste proteste; ma allora sarebbe meglio chiamare la pagina “vetrina”, affidarla a un collaboratore (come forse avviene già) e chiuderla ai commenti, perché così com’è serve solo a far risaltare la distanza fra le cose di cui si interessa lui e quelle che gli chiede la gente. Cosa che fa certamente piacere ai suoi avversari politici.

Vi ripropongo la famosa scena di “Un fiorino”, così almeno vi fate due risate.

 

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