SIRACUSA – La Giunta comunale ha detto no alle ricerche di idrocarburi liquidi e gassosi nel mar Mediterraneo. Il dissenso è stato deciso stamattina durante una riunione convocata anche per decidere su altre tre questioni: l’atto di indirizzo sul decentramento amministrativo, che prevede 2 sole circoscrizioni corrispondenti con le frazioni di Belvedere e Cassibile; l’abbattimento del ponte dei Calafatari, per il quale sono state reperite le somme; la chiusura con una transazione della vertenza degli ex lavoratori Rit.

A chiedere al Comune una decisione sulle ricerche in mare degli idrocarburi era stato il Ministero dell’ambiente con la comunicazione dell’esito “favorevole delle verifiche tecnico-amministrative di procedibilità” adottato in riferimento a una richiesta avanzata dalla Schlumberger Italiana spa. Diversamente ha deciso, invece, la Giunta che, sulla base di una relazione del settore Ambiente, ritiene che le perforazioni del fondale marino producono rischi all’ecosistema e pericoli alle attività economiche esistenti.
Le esplorazioni del fondale mediante “indagine geosismica 3D e l’utilizzo di air-gun”, si legge nella relazione allegata alla delibera, “e le eventuali successive attività di ricerche finalizzate alle coltivazioni Offshore nel mare del Canale di Sicilia” possono comportare “refluenze altamente negative alle attività economiche del territorio” e hanno un “elevato rischio di impatto negativo nell’ambiente acquatico e sui diversi phyla di organismi che lo popolano, in particolare i cetacei. Questi rischi assumono maggiore rilievo in un mare come il Mediterraneo, noto per la sua biodiversità ma anche per la sua estrema vulnerabilità all’inquinamento, incluso quello acustico”. A supporto, la relazione cita documenti dell’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), dell’Arpa Puglia e del Centro studi cetacei onlus.
Sulla richiesta di ricerche di idrocarburi sono chiamati a pronunciarsi anche i comuni Portopalo, Pachino, Avola, Noto, Acate, Vittoria, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli, Modica, Pozzallo e Ispica.
Per il sindaco, Giancarlo Garozzo, “la decisione della Giunta conferma la linea dell’Amministrazione volta alla salvaguardia dell’ambiente e della difesa delle prerogative di un territorio votato al turismo e alla difesa del proprio patrimonio architettonico, storico e naturalistico”.

La Giunta ha pure deciso di avviare una revisione dell’attuale organizzazione del decentramento amministrativo. La parola finale spetterà al consiglio comunale, che ha competenze per le modifiche statutarie e regolamentari, sulla base una proposta che sarà redatta dagli uffici, sotto il coordinamento del direttore generale, Vincenzo Migliore, e che l’assessore al Decentramento porterà all’attenzione delle circoscrizioni e dei gruppi consiliari. L’attuale organizzazione delle circoscrizioni costa al Comune 2 milioni 242 mila 653,99 euro; l’obiettivo è di ridurre tale importo mantenendo il livello dei servizi e “non rinunciando a perseguire le finalità di miglioramento”.
Il progetto, che entrerebbe in vigore con le prossima tornata elettorale del 2018, tocca anche l’aspetto della rappresentanza politica. Esso prevede la conferma delle sole circoscrizioni di Belvedere e Cassibile, con una riduzione dei consiglieri di ciascuna dagli attuali 8 a 5, ciò perché si riconosce “la presenza di forti istanze provenienti dal territorio non altrimenti adeguatamente rappresentate all’interno dei processi decisionali degli organismi di governo della città, condivisa l’esigenza di garantire la partecipazione attraverso l’azione di organi di rappresentanza politica diretta”.

Infine, la Giunta deliberato sul ponte dei Calafatari e sui 15 ex lavoratori Rit che avrebbero dovuto essere assorbimento dopo la messa in liquidazione delle loro società. Per il primo, l’Esecutivo ha destinato 310 mila 953,21 euro alla demolizione del collegamento, reperendo la somma da altre voci di bilancio. Ciò consentirà l’avvio dei lavori entro la fine dell’anno dando esecuzione all’avviso di gara già pubblicato.
Per i secondi, decade l’accordo del 29 settembre 2011 che ne prevedeva l’assunzione nell’ambito di un’estensione della gestione del servizio informatico affidato a società esterne. In considerazione delle mutate condizioni economico-finanziarie, in forza di una serie di trattative tra l’Ufficio delle risorse umane, l’Avvocatura comunale e i legali dei lavoratori, che intanto hanno avviato un’azione giudiziaria, il Comune riconoscere a ciascun dipendente la somma di 12 mila euro a titolo di bonaria composizione delle controversia.

 

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