Carmelinda Comandatore

 

SIRACUSA – Quando mancano circa 100 giorni all’inizio del 52° ciclo di rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa, non si placano le polemiche che hanno travolto la Fondazione INDA dopo l’annuncio del suo commissariamento.

Se nei giorni passati era stato Ezechia Paolo Reale, portavoce di Progetto Siracusa, ad intervenire sulla questione, definendo il commissariamento della Fondazione Inda la cartina di tornasole di un “fallimento dell’azione del C.d.a. dell’Inda, che viene mandato a casa in blocco, senza alcuna distinzione, ad iniziare dal suo presidente”, oggi è Roberto Fai, presidente del Collegio Siciliano di Filisofia a tornare sulla vicenda attaccando, senza troppi peli sulla lingua, le scelte portate avanti dal sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo.

«Se proviamo a giudicare l’epilogo che in questi giorni chiude la polemica che ha coinvolto il C.d.A. dell’Inda, – afferma Fai – con la recente nomina di un “tecnico” a commissario della Fondazione, possiamo ben dire che il sindaco Garozzo, per provare evidentemente a uscire fuori dal pantano che la sua stessa direzione ha determinato all’interno dell’Inda, non si sia neppure reso conto dell’inconcludenza politica dei suoi orientamenti, della sua idea e del suo ruolo».

Che si fosse arrivata ad una situazione ingestibile è lo stesso sindaco ad ammetterlo, nell’accogliere con favore la scelta del ministro Dario Franceschini di nominare Pierfrancesco Pinelli quale commissario straordinario dell’Inda. «La situazione all’interno dell’Istituto, e del consiglio di amministrazione in particolare, era ormai diventata ingestibile ed è per questo che io stesso – aveva affermato Garozzo – mettendo al primo posto il bene dell’Inda, che è un patrimonio di tutto il paese, ho sollecitato la nomina di un commissario con l’obiettivo di rivedere lo Statuto e definire meglio ruoli e competenze per evitare la conflittualità che ha rischiato di paralizzare l’attività dell’Inda».

Secondo Fai, tuttavia, la motivazione addotta da Garozzo a sostegno della nomina del Commissario – “occorre modificare lo statuto, per cui è preferibile sciogliere il C.d.A. e nominare un commissario” – ha qualcosa di surreale.

«Dopo più di un anno della sua presidenza Inda, Garozzo – continua Roberto Fai – riporta la Fondazione sotto l’egida di un commissario, obbligando così il Ministro Franceschini a corrispondere alla richiesta di Garozzo, rinunciando così a Walter Pagliaro, figura di grande prestigio e consolidata esperienza teatrale, scelto quale consigliere delegato proprio dal ministro, perché l’eventuale nomina di quest’ultimo a commissario sarebbe apparsa una visibile polemica verso il primo cittadino di Siracusa. Sicché – conclude Fai – l’Inda torna a dare di sé l’immagine offuscata di una Fondazione non in grado di reggersi, come ogni Istituzione, dietro il presidio di un organo collegiale e democratico. Davvero un epilogo d’immaturità e incapacità politica, quello del sindaco, che offre di sé una prova di scarsa e inconsistente capacità a saper guidare Siracusa all’altezza del suo storico prestigio».

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