SIRACUSA − Una giornata dedicata alle azioni di prevenzione e contrasto della corruzione nei settori a rischio in sanità.

A promuoverla è stato il direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Brugaletta con un convegno che si è svolto stamane nella sala riunioni dell’Ospedale Rizza, organizzato dal responsabile dell’Ufficio Prevenzione della corruzione dell’Asp di Siracusa Paolo Emilio Russo e dalla responsabile dell’Unità operativa Formazione permanente dell’Azienda Maria Venusino.

Al tavolo dei relatori, assieme al direttore generale Salvatore Brugaletta e al direttore amministrativo Giuseppe Di Bella, il dirigente generale del Dipartimento per le Attività sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato regionale della Salute Ignazio Tozzo, il sostituto procuratore del Tribunale di Siracusa Marco Di Mauro, il presidente dell’Organismo indipendente di valutazione dell’Asp di Siracusa Salvatore Russo e il direttore di Transparency International per l’Italia Davide Del Monte.

I lavori sono stati moderati dal responsabile dell’Anticorruzione dell’Azienda Paolo Emilio Russo con un taglio di sensibilizzazione rivolto ai dipendenti dell’Azienda ed in particolare ai dirigenti e al personale delle aree del dipartimento medico e veterinario a maggior rischio corruzione. Si è trattato di un evento formativo che rientra nell’ambito delle iniziative previste nel Piano triennale anticorruzione adottato dall’Azienda dal 2014 insieme con il Programma triennale per la Trasparenza.

“C’è un bisogno concreto di azioni e comportamenti nella Pubblica Amministrazione che mirino a fidelizzare il rapporto con le persone in maniera corretta – ha detto il direttore generale Salvatore Brugaletta –. Per far questo occorre che si cambi mentalità, che entri l’anticorruzione nel DNA di ognuno di noi”.

Il dirigente generale del DASOE Ignazio Tozzo ha parlato delle misure di prevenzione adottate dalla Regione, che è stata antesignana rispetto alla legge 190 del 2012, ed ha illustrato l’esperienza regionale a partire dal 2008 in materia di anticorruzione, dalle iniziative di prevenzione, alla legge regionale che prevede il conto unico per gli appalti per la tracciabilità dei flussi, alla costituzione della Commissione Vigna che ha elaborato un documento approvato con delibera e nel 2011 con legge regionale, di grande attualità, dove sono indicati attività e comportamenti che il pubblico dipendente è chiamato ad attuare. “Occorre dare certezza rispetto alle regole – ha detto Tozzo – dall’individuazione delle aree a rischio, ai protocolli informatici, alla mappatura dei procedimenti, al rispetto dei tempi procedimentali e dell’ordine cronologico, all’obbligo di astensione nei potenziali conflitti di interesse, al distacco, per il pubblico dipendente, rispetto all’inaccettabile ruolo degli intermediatori”.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa Marco Di Mauro ha parlato di illegalità e corruzione nella sanità illustrando alcuni casi di corruzione avvenuti in Italia negli ultimi anni. Davide del Monte, direttore di Trasparency International ha illustrato i dati statistici sulla percezione del fenomeno corruttivo in Italia ed in Europa mentre Salvatore Russo, presidente dell’Oiv, ha illustrato le nuove linee guida dell’Anac ed è intervenuto sulla relazione tra performance e anticorruzione evidenziando la bidirezionalità degli effetti dei due concetti messi a sistema nelle aziende pubbliche. “Gli interventi normativi di questi ultimi anni si sono, infatti, concentrati sulla diffusione di una nuova cultura manageriale e sul riorientamento dell’etica e dei comportamenti organizzativi – ha puntualizzato – creando talvolta un quadro sfocato. Una rilettura serve dunque a dare coerenza alla filosofia di fondo che ha ispirato il processo di riforma ed esige oggi una visione d’insieme delle variabili gestionali e del loro grado di reciprocità con gli opportuni adattamenti, a seconda del tipo di aziende e amministrazioni pubbliche di volta in volta considerate”.

Le conclusioni sono state affidate al direttore amministrativo Giuseppe Di Bella che ha puntato sulla cultura dell’etica nei comportamenti dei dipendenti.

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