SIRACUSA − Questa la dichiarazione del sindaco, Giancarlo Garozzo, sul finanziamento dei lavori di riqualificazione del Porto grande: “Le vicende della politica locale seguono percorsi imprevedibili. Così succede che mentre a Siracusa esponenti di opposizione paventavano la perdita del finanziamento per i lavori di riqualificazione del Porto grande o si prendevano meriti non meglio chiariti, l’assessore al Bilancio, Gianluca Scrofani, era all’assessorato alle Infrastrutture per incontrare il direttore del Dipartimento, Fulvio Bellomo, e raccogliere i frutti di un lavoro silenzioso portato avanti in questi mesi, in stretto contatto con l’assessore regionale, Giovanni Pizzo. Lavoro che è stato dedicato soprattutto a riparare errori, anche di ordine politico, commessi in passato senza parlare dei ritardi dovuti alla indagine delle Procura. Sul completamento delle complesse opere in tempi brevi, tuttavia, il Comune non ha mai avuto dubbi, come dimostra il sopralluogo effettuato nelle scorse settimane da me e dal costruttore Carmelo Misseri, nel corso del quale avevo già anticipato la possibilità di un cambio dell’asse di finanziamento perché questa era la strada già individuata con l’assessore Pizzo. A prescindere dalle speculazioni politiche, che poco interessano i cittadini più preoccupati dei risultati concreti, il dato è che i lavori al Porto grande potranno andare avanti senza preoccuparsi di dovere rendicontare gli interventi entro la scadenza del 31 dicembre 2015.

Chi ha parlato di definanziamento causato dalle lentezze dell’amministrazione comunale è stato smentito: evidentemente ha come punto di riferimento i tempi di un’altra stagione politico-amministrativa, che piano piano ci stiamo lasciando alle spalle. Quanto ai meriti rivendicati dall’onorevole Vinciullo, siamo ormai abituati alle sue straordinarie capacità di occuparsi di tutte le emergenze della città. Peccato però di non ricordare la sua presenza agli incontri avuti con i funzionari dell’assessorato e con l’assessore Pizzo, lui sì attento alle nostre preoccupazioni”.

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