SIRACUSA – Siracusa ha un marchio di Denominazione comunale (Deco) che sarà applicato ai prodotti locali, rispettosi di un disciplinare, per una loro migliore e più efficace collocazione nei mercati. Il regolamento è stato approvato ieri sera all’unanimità dal consiglio comunale, tornato a riunirsi in seconda convocazione dopo che, nella seduta di giovedì, era mancato il numero legale.

Se l’approvazione della Deco è avvenuta in pochi minuti, molto più animata è stata la discussione sul nuovo appalto di igiene urbana, affrontata dopo la presentazione di un ordine del giorno dal parte della minoranza, primo firmatario Salvatore Castagnino. I consiglieri chiedevano chiarimenti sulla procedura seguita per “delineare – si legge nella richiesta di convocazione – i principi necessari a garantire il servizio”, “tenuto conto della necessità di garantire l’equilibrio sociale in ogni famiglia” e “assodato che ogni amministrazione avrà l’obiettivo di garantire il lavoro dei cittadini”. Lo scopo dell’iniziativa era di ottenere una seduta dell’assise dedicata interamente all’appalto. Massimo Milazzo ed Enrico Lo Curzio avevano indicato la data del 12 febbraio, tuttavia la proposta è stata respinta dall’aula (13 no, 7 sì e un’astensione) ma con l’impegno della maggioranza, espresso da Carmen Castelluccio, di stabilire in conferenza dei capigruppo il giorno e gli argomenti per evitare una discussione generica. Una soluzione che non è piaciuta ai proponenti: secondo Milazzo c’è il rischio che l’argomento venga rinviato sine die.

Appena sfiorato, invece, il tema della sicurezza in contrada Isola, sollevato dall’ex consigliere comunale Gaetano Favara. L’assessore alla Polizia municipale, Antonio Grasso, ha dato la disponibilità a migliorare i servizi ma ha anche chiesto una più precisa indicazione delle zone interessate.

La seduta è stata sciolta mentre si parlava dei contributi, della partecipazione a spese e dei patrocini onerosi erogati dall’Amministrazione, tema anche questo proposto dalla minoranza per capire se siano state rispettate la legge anticorruzione, “la trasparenza nelle procedure e la corretta destinazione dei fondi impegnati ed erogati”. La discussione è stata interrotta per mancanza del numero legale durante la relazione introduttiva di Castagnino, che stava elencando una serie contributi e patrocini concessi nelle ultime settimane del 2014. Tutti gli altri punti all’ordine del giorno dovranno essere nuovamente calendarizzati.

Sia sul bando di igiene urbana che sui contributi, il segretario generale, Danila Costa, è stata chiamata ad effettuare approfondimenti. Nel primo caso, Castagnino e Gaetano Firenze hanno denunciato una difformità di contenuti tra la copia distribuita in commissione consiliare e quella pubblicata sul sito Interent; nel secondo caso Castagnino ha rilevato che il capo di gabinetto, Giovanni Cafeo, avrebbe firmato provvedimenti di spesa anche quando non avrebbe più potuto farlo. Su entrambe le questione il segretario generale si è riservato di dare risposte.

Altra tema è stato sollevato in apertura di seduta da Alberto Palestro, il quale ha lamentato il contenuto di alcuni articoli giornalistici che si sono occupati dell’attività dei consiglieri comunali e ha chiesto alla presidenza (i lavori ieri erano coordinati dal vice presidente Giuseppe Impallomeni) di valutare la possibilità di convocare una conferenza stampa per chiarire la vicenda. “Certamente qualcosa va rivista nel funzionamento dell’assise – ha detto Palestro – e noi siamo i primi a sostenerlo”.

Poi Salvatore Castagnino ha sollevato dubbi sulla procedura utilizzata giovedì, quando erano stati prelevati contemporaneamente tre punti all’ordine del giorno; subito dopo Sorbello ha chiesto di trattare l’argomento rimasto in sospeso per effetto della mancanza del numero legale (il marchio Deco) e di proseguire con la prima formulazione dell’ordine del giorno, quindi discutendo sul nuovo appalto sull’igiene urbana, criterio che è stato poi adottato.

Sul regolamento della Deco, già illustrato giovedì dal proponente Cosimo Burti, ha relazionato l’assessore alle Attività produttive, Teresa Gasbarro, che ne ha illustrato le finalità. “La Deco tutela e valorizza le attività agroalimentari locali ed artigiani locali – ha detto l’assessore Gasbarro – ma non istituisce alcun marchio di qualità o di certificazione: con la sua attribuzione il Comune vuole conservare nel tempo quei prodotti, saperi e sapori che si identificano con il patrimonio culturale popolare tipico di Siracusa”.

Il Consiglio ha approvato il regolamento dopo averne approvato alcuni emendamenti illustrati in aula dai consiglieri Cosimo Burti e Giuseppe Rabbito, nelle rispettive vesti di presidente delle commssioni Bilancio e Affari generali. Con questo strumento, nel rispetto delle proprie pregorative di legge e statutarie, l’Ente – come riporta la delibera – “censisce non solo per valorizzare ma anche salvaguardare le peculiarità produttive locali, attraverso un efficace strumento di promozione d’immagine del Comune da cui possono derivare importanti occasioni di marketing territoriale”. Per “prodotto tipico locale” viene inteso quello derivante da attività agricola, anche se lavorato o trasformato; ed i prodotti artigianali realizzati sul territorio secondo modalità consolidate nei costumi e nelle consuetudini. Al registro Deco, su richiesta di semplici cittadini o anche d’ufficio, possono essere iscritti quei prodotti tipici e quelle manifestazioni finalizzate alla loro promozione che superano le valutazioni di una costituenda Commissione comunale, composta da tecnici dei settori interessati.

Sul nuovo bando di igiene urbana, la discussione è stata introdotta da Castagnino, il quale ha evidenziato l’assenza del sindaco e del vice sindaco (impegnati a Milano) e dell’assessore all’Ambiente, Pietro Coppa, che però è arrivato durante il dibattito. Castagnino ha criticato la decisione dell’Amministrazione di inviare gli atti all’Urega per la gara d’appalto senza avere cercato il confronto in Consiglio, “che non è stato messo in condizione di capire quale tipo di servizio si voglia effettuare, con quali costi e con quali prospettive per i lavoratori”.

Più dettagliato è stato Milazzo, per il quale il servizio di igiene urbana rischia di non essere sostenibile in termini di costi. Altre critiche sono state mosse per l’esclusione dal capitolato della cura del verde pubblico e per i rischi che i lavoratori subiscano un demansionamento. Infine, il consigliere si è chiesto se siano stati fatti dei raffronti con città simili a Siracusa per popolazione e territorio.

Per Fortunato Minimo, l’opposizione usa il tema del lavoratori in maniera strumentale, mentre “è chiaro che la sorte dei dipendenti Igm sta a cuore a tutti i consiglieri”.

Carmen Castelluccio ha evidenziato che l’Amministrazione “era presente in aula giovedì per discutere dell’argomento mentre l’opposizione ha fatto mancare il numero legale”. Il tema, secondo la consigliera, è che il sevizio sarà ammodernato e ciò risponde anche all’interesse dei lavoratori, negando poi che non ci siano nelle commissioni momenti di confronto con l’Amministrazione.

Gianluca Romeo, presidente della commissione Ambiente, ha spiegato che sta cambiando la filosofia del servizio, basato sulla raccolta porta a porta e sulla raccolta di prossimità, per cui è normale che cambieranno anche le mansioni dei lavoratori. I costi per i cittadini dipenderanno dalla quantità di differenziata che le famiglie riusciranno a fare.

Palestro, riprendendo l’intervento fatto il giorno precedente, si è detto pronto ad approfondire l’argomento. Poi ha preso la parola Firenze che prima di denunciare il caso delle copie del bando difformi rispetto a quelle pubblicate nel sito Internet, ha accusato l’Amministrazione di fare bandi dotati di “ampi margini di discrezionalità”.

Infine, è intervenuto l’assessore Coppa che ha voluto sgombrare il campo dal rischio che siano messi in discussione i posti di lavoro. “Abbiamo detto tutto ai sindacati” chiarendo poi che le garanzie sono contenute nel capitolato, nella clausola sociale riportata nel disciplinare, e nel rimando a precise leggi e accordi sindacali.

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