Pina Mazzaglia

SIRACUSA – Il Teatro greco di Siracusa secondo per notorietà solo all’Arena di Verona! Il dato è veritiero, perché a dichiararlo è un ente come Demopolis. Dai sondaggi infatti si evince che i gradoni del Temenite sono al secondo posto dopo l’arena veronese. È di questi giorni la notizia di uno studio condotto da Demopolis, l’Istituto Nazionale di Ricerche che studia le tendenze della società italiana, che attraverso l’inchiesta “Viaggiare per eventi nell’estate 2015”, condotta nel giugno 2015, ha analizzato le preferenze e le tendenze della domanda turistica italiana. Fra i luoghi più ambiti dagli italiani per un’estate di cultura, i teatri antichi restano le location più affascinanti, fra Nord e Sud, oggi popolari non solo per il segmento più scolarizzato dei cittadini. Secondo i dati dell’Istituto è l’Arena di Verona il teatro all’aperto più noto fra gli italiani, con l’80% delle citazioni. Alle spalle del celebre anfiteatro veneto, si attestano due luoghi simbolo dell’origine greco-romana del Paese, entrambi in Sicilia: sul podio nazionale della notorietà, al secondo posto, indicato dal 63% degli italiani, si posiziona il Teatro Greco di Siracusa, particolarmente conosciuto per le centenarie rappresentazioni classiche organizzate nel Comune aretuseo, che appare caratterizzato da una crescente attrattività turistica; mentre Il 61% cita il Teatro Antico di Taormina, la meta più classica del turismo nell’Isola. “L’indagine di Demopolis è la conferma del grande potenziale, in chiave turistica e culturale del Teatro greco, ed è uno sprone a migliorare sempre di più l’opera di valorizzazione e fruizione del nostro patrimonio monumentale” – , afferma il sindaco del Comune di Siracusa Giancarlo Garozzo, commentando il sondaggio dell’inchiesta condotta dall’Istituto, il quale si mostra fiducioso sulla continuità delle scelte finora adottate. Un monumento da tutelare, un attrattore turistico, un contenitore di spettacoli. Sono i tre “equilibri” del teatro greco di Siracusa, e di tutte le strutture, luoghi della storia antica, adibite a scene di eventi di intrattenimento. “La cadenza annuale, e non più biennale, delle Rappresentazioni classiche, assieme all’alto valore degli spettacoli della Fondazione Inda – dice ancora il sindaco Garozzo – sono alla base di questo risultato e dimostrano la bontà della nostra scelta di continuare la stagione artistica proponendo un cartellone lirico. Siracusa e il suo Teatro greco non possono restare esclusi dai circuiti culturali di qualità, pur rispettando la giusta esigenza di conservazione del bene. È questa – prosegue – la grande scommessa per il futuro. Adesso lavoriamo per proseguire la stagione in sinergia con soggetti pubblici e privati, a dimostrazione della grande sensibilità culturale presente nel territorio, avendo comunque presente che Siracusa, dispone di altri siti utilizzabili per importanti appuntamenti artistici. È ormai un fatto consolidato – conclude il sindaco Garozzo – che i visitatori a Siracusa possono trovare, oltre alla storia e al patrimonio monumentale, un cospicuo programma di eventi”. In un momento di grave crisi economica, che deve essere affiancata dalla consapevolezza di tutelare opere architettoniche come il Teatro greco, ci pare giusto ricordare, che a monte di tutto sta la salvaguardia delle regole per assicurare sempre il decoro di monumenti come questo, e far sì, come nel caso specifico, che l’area archeologica non venga sminuita. Lo sanno bene a Verona, dove da anni ormai turismo, commercio, tutela, valorizzazione e salvaguardia “girano”, appunto, attorno a un luogo che è diventato quasi sacro, la grande Arena. La Sicilia, per il suo potenziale culturale, per il suo clima mite, ha una forte vocazione turistica, ogni stagione dell’anno offre attrattive diverse, costituite da uno straordinario complesso ambientale e architettonico, che non ha pari nel Mezzogiorno

d’Italia. Bisognerebbe rivederne lo stato di conservazione e l’integrità, a volte disordinata e definire le specifiche aree d’intervento nel settore turistico-culturale ed ambientale, come le strade per esempio, poco tutelate e turbate da un crescente degrado. “È un dato – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – che sembra confermare il potenziale turistico della Sicilia e l’attrattività di quel binomio mare-cultura che motiva, più di ogni altra cosa, le scelte di viaggio degli italiani”. Come scrisse il Fazello: ” Ove son or le meraviglie tue, o regno di Sicilia? Ove son quelle chiare memorie, onde potevi altrui mostrar per segni le grandezze antiche…? La cultura risiede proprio a casa nostra, in quelle “pietre” antiche che tutto il modo ci invidia.

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