di Chiara D’Amore

SIRACUSA – Si è svolta stamattina, presso la sala riunioni dell’Asp di Siracusa, un’importante riunione sul tema dell’inquinamento ambientale, presieduta dal direttore sanitario Anselmo Madeddu alla presenza del dirigente responsabile del Servizio 7 del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato regionale della Salute, Salvatore Scondotto.

 L’incontro, che ha visto la partecipazione dei sindaci e degli assessori ricadenti nell’Area  ad alto rischio ambientale della provincia di Siracusa, ha rappresentato un fondamentale momento di riflessione per esporre quelli che devono essere gli interventi preventivi, di diagnosi, di cura e  di riabilitazione per limitare i danni derivanti dalla vicinanza agli insediamenti industriali.

 Madeddu ha sottolineato come “l’Asp di Siracusa, pur avendo la normativa scorporato dalle Aziende sanitarie le funzioni di controllo ambientale affidate all’Arpa dal ‘94, sia una delle poche in Italia a vantare un Registro tumori accreditato a livello internazionale dalla IARC, e ad avere adottato da tempo diverse misure di contrasto alle patologie suddette, mentre la Regione – ha puntualizzato –  ha istituito appositi tavoli tecnici e di monitoraggio, conferendo supporto metodologico e finanziario al Piano, sancendo il passaggio dalla fase degli studi e delle ricerche alla fase delle azioni pratiche da condurre per la tutela dei cittadini esposti”.

Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia e Solarino, questi i comuni che sembrano subire gli effetti più devastanti dell’inquinamento ambientale, e in cui è necessario promuovere una politica che metta al centro la salute del cittadino. “La rilevanza dell’incontro di oggi – ha detto Salvatore Scondotto – è legata alla esigenza di confronto con le istituzioni locali per migliorare l’adesione della popolazione agli interventi in corso. La Sicilia è la prima Regione ad avere avviato un programma organico di interventi nelle aree a rischio ambientale che recentemente è stato preso a modello nell’area di Taranto da parte della Regione Puglia”.

Le sette linee di intervento riguardano le attività di biomonitoraggio sul mercurio con la presa in carico dei soggetti con valori in eccesso, interventi di rafforzamento delle azioni di prevenzione primaria e di promozione della salute, interventi di rafforzamento delle azioni di prevenzione secondaria e diagnosi precoce, interventi di miglioramento della qualità dell’offerta diagnostico assistenziale, l’avvio della sorveglianza sanitaria negli ex esposti all’amianto, la comunicazione, il coinvolgimento e la partecipazione attiva della popolazione interessata, la sorveglianza della catena alimentare.

 

Scrivi