SIRACUSA – Nell’ambito del Corso di archeologia preistorica, organizzato da SiciliAntica, si svolgerà domani, domenica 21 settembre, una visita guidata a Pantalica e al Museo Archeologico Siracusa.
Dopo l’arrivo nella città aretusea è prevista la visita guidata al Museo Archeologico “Paolo Orsi”, uno dei più importanti d’Europa.
Il museo conserva reperti risalenti al periodo preistorico fino a quello greco e romano provenienti da scavi della città e da altri siti della Sicilia. Il settore A, dedicato alla preistoria (Paleolitico superiore-Età del ferro), è preceduto da una sezione in cui vengono mostrate le caratteristiche geologiche del Mediterraneo ed i particolari della zona Iblea.
La prima età del bronzo, che ebbe un’ampia diffusione nella Sicilia sud-orientale, ha preso il nome dalla documentatissima stazione di Castelluccio che si trova in territorio di Noto. Tra i reperti di questa civiltà, oltre alla tipica ceramica a bande geometriche brune su fondo rosso o giallastro, notevoli sono gli ossi a globuli e i grandi portelli, scolpiti nella pietra calcarea, provenienti dalla necropoli.
Si possono, inoltre, ammirare i materiali della media età del bronzo con le affascinanti Ceramiche di Thapsos, tra le quali è comune la presenza di manufatti d’importazione micenea, cipriota e maltese a conferma degli intensi scambi commerciali tra la Sicilia e il resto del Mediterraneo sin dalla preistoria e protostoria. L’Età del Bronzo recente è documentata dai reperti provenienti da Pantalica, Caltagirone, Desueri, Cassibile, Madonna del Piano.
Ricca e dettagliata l’esposizione dei materiali dell’età del ferro con reperti provenienti dalle necropoli di Finocchito, Calascibetta, Ossini, Lentini, S. Angelo Muxaro, Valle del Marcellino.
Nel pomeriggio il programma prevede la visita guidata a Pantalica, che costituisce uno dei più importanti luoghi protostorici siciliani, fondamentali per comprendere il momento di passaggio dall’età del bronzo all’età del ferro nell’isola. Il sito si trova su un altopiano, circondato da canyon formati nel corso dei millenni da due fiumi, l’Anapo e il Calcinara, che hanno determinato la caratteristica orografia della zona.
L’altopiano così come le vallate sottostanti sono delle importanti zone naturalistiche. L’acropoli di Pantalica si trova in uno dei punti più elevati dell’area in una posizione dove si domina la visione delle cave. Da quel luogo era facilmente controllabile l’eventuale arrivo di nemici, qui fu costruito il “Palazzo del principe” o Anaktoron, unica costruzione in pietra rimasta dell’epoca.
Pantalica comprende un area di circa 80 ettari ed è costellata di necropoli in tutto il suo vasto territorio, oltre 5000 tombe scavate nelle rocce ordinate talvolta fino a sette piani. Le tombe formano cinque necropoli utilizzate in periodi successivi.
Per ulteriori informazioni sul programma, gli interessati possono telefonare ai numeri 091.8112571 e 346.8241076.

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