A Mineo non accenna a placarsi la tensione dopo le intercettazioni di Luca Odevaine, dal 2011 nel gruppo dirigente del Centro richiedenti asilo in provincia di Catania, finito agli arresti con l’accusa di corruzione aggravata nell’inchiesta della procura di Roma “Mondo di Mezzo”.
Oggi il Gruppo consiliare misto composto da Pietro Catania, Chiara Cutrona, Ilaria Stuto e il presidente del Consiglio comunale di Mineo, Salvatore Barbagallo hanno inviato, una nota al Prefetto della Provincia di Catania per chiedere con fermezza il commissariamento del “Consorzio calatino terra di accoglienza”; il pieno rispetto del “Patto per la sicurezza”; la sospensione della gara di appalto presso il CARA di Mineo; la tutela dei posti di lavoro delle tante famiglie calatine presso il CARA di Mineo.
“Questo – spiegano i firmatari della nota – perchè continuiamo a constatare la superficialità e la mancata vigilanza con la quale il Sindaco di Mineo, Anna Aloisi, continua ad amministrare il consorzio dei comuni “Calatino Terra di Accoglienza”.
“Pretendiamo – concludono – maggiore tutela, controllo e garanzia per la nostra città”.
Come abbiamo scritto più volte, nei giorni scorsi,  nelle intrecettazioni Odevaine, in diverse occasioni, parla di politici e amministratori del consorzio che gestisce il Cara di Mineo. Un sistema, quello messo a punto da Odevaine, da vero esperto del settore immigrazione. “Senza ambiguità, proprio in forza di quel ruolo che artatamente era riuscito a custodire, confidava la sua capacità di orientare i flussi dei migranti transitanti per Mineo, verso centri di accoglienza vettori di suoi privati interessi”, scrivono i pm romani.
Un sistema che ha potuto proliferare anche grazie ad una politica  disponibile e attenta al business dei migranti.
Le intercettazioni e le indagini della Procura romana stanno sempre più confermando quello che da mesi, con i nostri servizi, sosteniamo: l’accoglienza è solo un grande affare che muove decine di milioni di euro e spiana la strada a facili e indebiti arricchimenti.

S.R.

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