Sono destituite da ogni fondamento le voci apparse sulla stampa per le quali cinque siti dei sette siciliani iscritti all’UNESCO sarebbero a rischio di revoca dalla iscrizione alla World Heritage List. Destituita da ogni fondamento anche la notizia di una presunta preoccupazione, per tali cinque siti, espressa dall’esperto UNESCO Ray Bondin, che peraltro opera a stretto contatto i rappresentanti dei siti stessi ed è stato da noi appositamente contattato per l’occasione. Per i non addetti ai lavori sarà utile sapere che il processo di revoca dal World Heritage List dell’Unesco è molto complesso, dipende dal Centro del Patrimonio Mondiale che ha sede a Roma presso il MIBACT, è costituito inizialmente da azioni di sostegno da azioni di sostegno nei confronti del Sito in difficoltà. Nell’ambito dei contatti diretti recentemente intrapresi fra i rappresentanti di tutti i siti siciliani non si è appalesato alcunché del genere e più ancora possiamo garantire che il sito ” Le città tardobarocche del Val di Noto” non è interessato da alcuna procedura del genere. A titolo informativo, il Sito ha inviato per tempo il Rapporto Periodico all’Organo di Controllo Unesco, tramite l’Ufficio Unesco del comune di Noto. Si tratta di un monitoraggio scrupolosissimo, redatto in coordinamento fra gli 8 Comuni del Sito. Il Rapporto, volto ad appurare lo stato di attuazione del piano di gestione, le criticità e i punti di forza, è stato valutato già da tempo dall’Unesco. Sono sempre più numerose, infine, le collaborazioni fra le città del Sito, volte a migliorare la diffusione dei valori Unesco fra i cittadini e l’attrattività nei confronti del turismo culturale tramite il rafforzamento del brand del Val di Noto.

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