998430_10153933603465032_1366769316_n“Solo la rivoluzione può salvare questo Paese” ha affermato, con la sua implacabile enfasi, Enzo Apicella, classe ’22, durante una chiacchierata svoltasi ai I Sapurusi, locale, definito dal Maestro fumettista “dal sapore e odore di una vecchia Milano, dei tempi andati e che oggi con molta difficoltà, si ritrova solo in qualche locale che ha resistito al moderno a tutti i costi”.

Apicella, napoletano di nascita e londinese di adozione, oltre ad essere un fumettista di fama internazionale è designer e giornalista. La sua satira è sempre stata rivolta alla salvaguardia dei più deboli.

Il Maestro, con il suo immancabile bicchiere di vino rosso, ci dice soddisfatto: “ho dato sempre fastidio e sono orgoglioso di continuare a darne”.

“Sono affascinato da questa Isola, e felicemente sorpreso di aver visitato librerie storiche gestite da donne. Mi riferisco alla Cavallotto di Catania e a quella di Ortigia della giovane Marilia Di Giovanni, che ho scoperto essere anche giornalista – afferma Apicella -. Poi ho visitato locali e ristoranti favolosi e ognuno con una propria identità”.

  • Maestro, riguardo l’identità dei locali, lei che ha disegnato e arredato tanti ristoranti in Inghilterra, come ha trovato questi in Sicilia?

“Una precisazione – dice ammiccando e con orgoglio -: io disegno e arredo ancora locali. Ne ho appena terminati due, uno a Edimburgo e l’altro nelle vicinanze di Londra, città in cui vivo dal 1954, dividendomi con Roma. E sono alla fine di un altro incarico in un ristorante di Manchester.

Tornando alla sua domanda, beh, ho visto, tanta buona volontà e tanta differenziazione. Meravigliosa la location de I Sapurusi, che mi dicono i proprietari, Piera e Luciano, essere piena e frequentata da svariate fasce di età”.

“E’ un peccato che stasera sia venuta poca gente, si sono persi, ottimo vino, ottimo cibo e ottima compagnia – afferma Piera, la titolare – forse è dovuto anche alla sbagliata diffusione che qualcuno ha fatto… Anziché parlare del grande Enzo Apicella, si è scritto di un altro che suona la chitarra. Che dire… ridiamoci su”.

– A tal proposito, Maestro Apicella, cosa risponde a chi lo confonde con il chitarrista suo omonimo e amico di Berlusconi?

“Io sono il vignettista di Bertinotti, quello che ha distrutto un partito”.

– Lei ha girato tanto, e ha progettato moltissimi locali, come devono essere, secondo lei?

“Identità propria e non copie di altri. Soprattutto non amo quando si copia dall’America. Uno per il mio assente amore verso questo stato, due perché noi abbiamo la vera arte, cultura e fantasia.

Le voglio raccontare un aneddoto. Tanti anni fa, ero a Miami per lavoro, successe pochi mesi prima che uccidessero il povero Gianni Versace. Ogni mattino, mi recavo ad acquistare il quotidiano proprio davanti la sua villa. Era una pacchianata! Mi riferisco all’esterno. Dentro non saprei dire… Ma in fondo Versace aveva uno stile molto forte, luminoso, eccessivo, direi “prodotti specchiati”. Il tutto fa molto USA. Devo dire che Donatella è più sobria e la preferisco. Direi… più italiana. Ritornando al non copiare, questo vale in tutto, e soprattutto nel giornalismo. Oggi poi per causa del web, non vi é più serietà: la gente, cambia una riga e poi copia tout court da altri. Non è giusto! Ma questo per fortuna, come tanto altro, all’estero è impensabile!

  • Oggi sono cambiati i mezzi di comunicazione e anche il modo di intendere la satira e i cartoons… Lei vede un Enzo Apicella fra i giovani?

“No. E non per una questione solo di stile. Ma perché è il tempo diverso. Le vignette sono finite con il web. Oggi è un altro mondo. Io sono ancora legato al profumo della carta e credo, pur essendo tecnologico, che mai riuscirò a leggere un e-book. Amo l’odore, il rumore, il tatto che da la carta”.

  • Oggi la politica italiana vive un momento difficile, cosa ne pensa? E il fenomeno Grillo?

Ahhh! Grillo è un criminale consapevole. Poteva far qualcosa, ma non l’ha fatto con la banale scusa che rifiuta la politica. Aveva la possibilità di mettere Rodotà e invece, solo per causa sua, è rimasto Napolitano, di cui lui si lamenta. I paradossi dell’Italia”.

  • Il presidente Napolitano è rimasto per il bene dell’Italia…

“Non mi faccia ridere! Napolitano è la faccia di questo Paese. Pensi che io tempo fa, quando ha visitato Israele ho fatto una vignetta con lui e la frase “Voi che siete sotto assedio”. Ovviamente non è stata pubblicata”.

  • Lei è stato qui l’anno scorso, pochi mesi dopo l’insediamento di Crocetta. Come ha trovato la Sicilia?

“La Sicilia è sempre bella e accogliente, sia come territorio sia come gente. Come ho detto prima sono rimasto folgorato dallo scoprire che esistono librerie antiche con gestione femminile. La cultura è donna! Riguardo la gestione pubblica… siamo in Italia e tutto è allo scatafascio. La Sicilia non fa eccezione. Anche qui poca pulizia e palazzi meravigliosi in centro, lasciati in un vergognoso degrado. Lo stesso, però, accede in Veneto: ville stupefacenti che cadono a pezzi. E’ la fotografia del Bel Paese”.

  • La sua vita è poliedrica ma non facile. Almeno agli inizi.

“Basta credere in ciò che si fa. Io ho avuto forza e fortuna. Quando sono andato a vivere a Milano, Alberto Mondadori, il figlio di Arnaldo, mi fece personalmente il contratto. Disse: “Abbiamo strappato Apicella dal sole di Roma alla nebbia di Milano”. La nostra confidenza indusse molti a pensare che eravamo parenti, e io lo feci credere!

Ero impaginatore di Epoca sotto la direzione di Enzo Biagi. Che tempi! Un giorno incontrai Arnaldo Mondadori, uomo che come Rizzoli, si era fatto da se lavorando duro. Mi disse, proprio perché suo figlio era invece più easy, “Non c’è più una goccia del mio sangue in mio figlio”. Era vero, Alberto era un giovane abituato alla bella vita.

  • Lei a cosa è contrario?

Nel cartoonismo non devono esserci mai due persone che parlano. Altrimenti non è satira ben fatta. Poi… odio le cupole. Sono antiamericano, antimperialista, anti stato di Israele e anti clericale”.

  • Ma adesso c’è Papa Francesco, le cose stanno cambiando…

“Cambieranno quando succederà qualcosa di nuovo e le cupole di Mafia, banche, CIA e Clero scompariranno. Questo Papa? Che vada a regalare i soldi delle chiese e i vari tesori di gioielli a chi ne ha bisogno”.

  • Cosa consiglia a chi desidera invecchiare bene come Lei?

“Buon vino! E poi coltivare il dubbio, sempre. Con le certezze resta solo una cosa: il suicidio”.

di Giuliana Avila Di Stefano

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