MODICA – Sta per arrivare SorRiso siculo Parte III, 16 chef, 3 pasticceri, 2 pizzaioli, 19 cantine, 19 produttori per un unico protagonista: il riso siciliano!

Dopo il successo delle prime due edizioni della festa dedicata a questo alimento, riportato in Sicilia, dopo più di 100 anni di assenza, grazie al desiderio dello chef modicano Carmelo Floridia di realizzare un arancino con ingredienti tutti siciliani e alla determinazione del giovane agronomo leonfortese Angelo Manna, dell’azienda Agrirape, di sperimentare nuove colture, domenica 21 giugno, nella splendida cornice di CasaCioMod a Modica, in provincia di Ragusa, torna la festa del riso siciliano.

Il numero degli chef, provenienti da tutta l’isola, che mostreranno e offriranno le loro preparazioni a base di riso agli ospiti, aumenta ad ogni edizione …

Oltre a quelli delle edizioni passate si sono aggiunti nuovi chef:

Stefano Alfano, di Gurmé a CasaCioMod, Modica; Gaetano Billeci, del Ristorante Branciforte, Palermo; Giuseppe Bonsignore, de L’Oste e il Sacrestano, Licata (Ag); Tommaso Brandini e Sergio Biguzzi, di Ciciulena, Catania; Onofrio Brucculeri, Grecale Torre Faro (Me) e Kajiki Messina; Elvio Costarelli, de Il Sale Art Cafe’, Catania; Claudio Dieli, del Jockey Club, Sha Tin, Hong Kong; Dario Di Liberto, del Ristorante Il Tocco, Ragusa; Carmelo Floridia, di Gurmé a CasaCioMod, Modica; Angelo Franzò, Ristorante Bacco, Castelvetrano (Tp); Giovanni Galesi, Nosco, Ragusa; Francesco Pinello, Nuara Cooking, Trapani; Ninni Radicini, Ristorante Fattorie delle Torri, Modica (Rg); Vincenzo Santalucia, Ristorante La Scala, Agrigento; Massimo Schininà, Ristorante Le Magnolie, Modica (Rg); Franco Spinelli, Ristorante San Daniele Bruxelles; Rosario Umbriaco, Rosticceria Tavola Calda Europa, Enna.

Quest’anno parteciperanno alla festa del riso gli allievi della scuola Nosco, i pasticcieri Antonio Colombo della Locanda Gulfi di Chiaramonte Gulfi (Rg), Andrea Iurato, di Casalindolci di Modica (Rg), Paolo Piccione di Dolcemente Piccante di Avola, e i pizzaioli Tommaso Cannata del panificio Cannata: la Boutique del pane di Messina, e Francesco Mignemi di Mignemi Mastro Fornaio di Catania, che verranno chiamati anch’essi a interpretare il riso siciliano.

Abbinati alle ricette a base di riso le birre del birrificio artigianale di Modica Tarì e i vini delle prestigiose cantine siciliane: Arianna Occhipinti, Avide, Azienda Murgo, Azienda Vinanti, Barone di Villagrande, Cantine Paternò, Cantine Russo, Feudo Ramaddini, Feudo di Santa Tresa, Giasira, Gulfi, Maggiovini, Planeta, Poggio di Bortolone, Tenuta Bonincontro, Tenuta La Favola Bio, Terre di Giurfo, Valle dell’Acate, Vini Gurrieri, che durante l’evento saranno presentati dai Sommelier della Fisar di Catania.

Non mancheranno i produttori di eccellenze agroalimentari legate al territorio siciliano, infatti, parteciperanno alla serata Agrirape, Aruci, Bedduviddi, Bubalus, Caseificio Mongibella, Causarano, CioMod, Convicinum, Food Custodi dei sensi, Frantoi Cutrera, Fud, Gli Aromi, Gurmé, Il Chiaramontano, Mignemi Mastro Fornaio, Solo Sole e Vescera che esporranno e faranno degustare le loro delizie.

Per la prima volta, le preparazioni degli chef saranno presentate in diretta durante cinque cooking show che si svolgeranno nel pomeriggio a partire dalle 15,00.

Ogni chef avrà a disposizione 20 minuti per raccontarsi e raccontare la propria preparazione alla stampa e al pubblico presente.

Alle 20,30 inizierà la festa, durante la quale i partecipanti attraverso i cinque sensi percorreranno diversi luoghi della Sicilia assaporando le diverse interpretazioni del gusto, dolci e salate dedicate al riso e non solo…

Numerosi gli ospiti della serata, gli stellati siciliani e tanti altri addetti ai lavori, tra cui famosi giornalisti del settore enogastronomico.

Quest’anno il riso siciliano andrà in tournée per tutta la Sicilia, infatti, a partire da settembre gli chef di SorRiso siculo ospiteranno nei loro ristoranti “Gli itinerari di SorRiso” una cena interamente a base di riso siciliano.

Breve storia del riso siciliano:

In passato il riso in Sicilia era una pianta molto diffusa, soprattutto nella piana di Catania e nella zona di Ribera (Ag). Si sa per certo che il riso è stato introdotto in Europa dagli Arabi passando proprio dalla Sicilia, che fu la primissima zona d’Europa dove fu introdotta la coltivazione del riso e dove conobbe un lungo periodo di prosperità. D’altro canto le zone paludose della Sicilia (come la piana di Catania), fornivano delle condizioni ambientali ottimali allo sviluppo di questa coltivazione. Inoltre il riso è sempre stato un ingrediente principale di molte ricette e piatti tradizionali: arancini, timballo, sartù, crispelle, ecc.

Da lì i Manna hanno iniziato a fare diverse ricerche, a parlare con anziani che hanno ancora dei ricordi di queste coltivazioni, a consultare documenti storici appartenenti a casate nobiliari siciliane e hanno verificato che, in effetti, quella del riso è stata davvero una coltura molto diffusa in Sicilia, almeno fino agli anni ’30, abbandonata probabilmente a causa di due eventi particolari: l’unità d’Italia: infatti, in seguito alla riunificazione dello Stato Italiano, probabilmente furono promosse delle iniziative legislative volte a disincentivare le coltivazioni di riso siciliano, a favore delle produzioni del Nord Italia (piemontesi in primis), alle quali ovviamente il riso siciliano faceva “concorrenza”; e l’intervento fascista noto come “la bonifica integrale”, che promosse iniziative di bonifica in diverse parti d’Italia (agro pontino, tavoliere delle Puglie e appunto zone paludose della Sicilia), che pose fine alla presenza di quelle paludi e acquitrini presenti in Sicilia, che comportavano diversi problemi di tipo ambientale e sanitario, ma che costituivano un ambiente ideale per la coltivazione del riso.

All’inizio del 2010 la conoscenza con lo chef Carmelo Floridia, ai tempi chef della “Locanda Gulfi” di Chiaramonte Gulfi (Rg), che vantava le qualità del riso come alimento e come ingrediente gastronomico e si auspicava che ci fosse in futuro la possibilità di utilizzare, nella sua cucina, riso siciliano.

Nel mese di Giugno 2010 è stato realizzato un piccolissimo campo sperimentale, in collaborazione con la facoltà di Scienze agrarie dell’Università di Catania e nel frattempo sono state effettuate ricerche sulle antiche varietà coltivate in Sicilia. Ma trattandosi di una pianta annuale che non viene più coltivata da diversi decenni, non è stato trovato nulla.

Il 31 maggio 2011 è stato seminato un campo un po’ più grande (di circa 2200 mq), che ha prodotto i primi sette quintali di riso qualità arborio.

Oggi la produzione è in crescente aumento e oltre alla qualità arborio è stato prodotto anche il riso carnaroli. Per continuare la sperimentazione, quest’anno sono state seminate due diverse tipologie di riso, in attesa che arrivi sulle nostre tavole, degustiamo il raccolto del 2014 a SorRiso siculo Parte III.

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