MISTERBIANCO – Sono già 6 i contratti di coaching “stipulati” dalla cooperativa ArtisticaMente, frutto del progetto Childcare, nato dalla collaborazione tra Cesfor, Asa Onlus, Fondo Sociale Europeo, Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, Regione siciliana.
Questa mattina, allo Stabilimento di Monaco, a Misterbianco, la chiusura con il convegno “Dalla formazione alla cooperazione” ha dato una dimostrazione tangibile della portata di un’iniziativa carica di aspettative sia da parte degli enti sponsor, sia per le 30 corsiste che hanno creduto e investito in un percorso che non si caratterizza solo per le esperienze professionali, ma per il taglio umano, che ne rappresenta la vera cifra: il valore aggiunto che alla formazione, al work experience e agli stage, conferisce significato e spessore. Affiancato da Giuseppa Di Pietro, dirigente dei Servizi sociali di Misterbianco, il vicesindaco, Marco Corsaro, convinto che questo sia “l’esempio concreto che quando ci sono progettualità e capitale umano, le cose, buone, si possono fare”.

A prendere la parola, Marina Virgillito, presidente dell’Asa Onlus. Dalle adozioni alla “costruzione della famiglia”: il file rouge che lega l’Asa a Childcare è proprio l’idea che il sostegno alle donne e alla famiglia abbia una ricaduta positiva sui bambini. E viceversa. Perché quello che ancora la società stenta ad accettare è la “normalità”, sintomo di un grado di civiltà ancora da raggiungere. “Sostenere la famiglia proprio nella possibilità di creare basi di partenza uguali per tutti, azzerando le diseguaglianze – spiega Virgillito – è presupposto imprescindibile ma purtroppo non acquisito”. Il già alto livello professionale delle 30 corsiste, psicologhe-psicoterapeute, pedagogiste, sociologhe, educatrici professionali ed educatrici dell’infanzia, 22 delle quali si sono associate nella cooperativa ArtisticaMente, si è avvalso dunque di una formazione completa che dalle prime fasi dell’orientamento fino agli stage, ora rappresenta un’opportunità che ha già trovato modo di esprimersi. Dalle scuole, con progetti di accoglienza, alle carceri, al coaching familiare, in realtà disagiate, o multiculturali, le ex corsiste hanno già sperimentato le competenze acquisite, e in un momento storico difficile come quello attuale, avere a disposizione strumenti efficaci per fornire una chiave di lettura e un aiuto fattivo laddove richiesto, significa compiere un passo avanti verso una società più giusta, dove prevalgano i valori sociali e il diritto a un’esistenza serena, fuori da ogni forma di emarginazione.

“I contratti già effettivi, ancora prima della chiusura del progetto – ha spiegato la progettista e presidente della cooperativa, Gabriela Rizzo – sono sintomo del successo di un’iniziativa di arricchimento reciproco, che avrà conseguenze sul piano occupazionale e sociale all’altezza delle aspettative”. Stessi toni, per l’intervento del coordinatore Salvatore Milluzzo: “Una grande fatica, ma che ha prodotto frutti positivi. All’inizio – commenta Milluzzo – in molti non ci credevano, ma la costanza e l’impegno delle allieve hanno determinato questo successo: significa che una buona formazione è fondamentale per gli sviluppi di lavoro e l’utilizzo del Fondo sociale europeo è necessario, chi lo sottovaluta compie un grande errore di valutazione”. Dalla loro viva voce, le testimonianze di un’esperienza costruttiva, e che ha dato vita ad una cooperativa con un assetto aziendale: progettazione, comunicazione, amministrazione, le macroaree entro cui il modus operandi innovativo delle specialiste del coaching, trova piena attuazione. Tra gli obiettivi di ArtisticaMente, lo ha comunicato la vicepresidente Valeria Leone, quello di costituire una piattaforma fad, (formazione a distanza), così da divenire un punto di riferimento per il coaching e grazie alle collaborazioni, una scuola di formazione che rilasci certificazioni accreditate.

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