CATANIA – Tutto è pronto per il lancio dei nuovi “Sportelli di assistenza e di tutela  per le famiglie in condizioni di sovraindebitamento” creati dalla Cgil di Catania in convenzione con l’associazione “Diritti del debitore”. E il perché un servizio del genere possa essere adatto alla collettività lo dice la Banca d’Italia, secondo la quale la condizione dell’indebitamento e del sovraindebitamento delle famiglie italiane ammonta al 60%. Il servizio è stato presentato  dal segretario generale della Cgil di Catania, Giacomo Rota,  dal segretario confederale Alfio Mannino, dalla coordinatrice dello sportello, Rosaria Leonardi e da Tuccio Alessandro in qualità di presidente dell’associazione “I Diritti del Debitore”. A Catania sono in aumento i casi di indebitamento “non colpevole” o di sovraindebitamento, e di contro non c’è grande consapevolezza della concreta possibilità di essere aiutati attraverso un percorso giuridico (legge 3/2012). La norma prevede infatti la possibilità di stilare accordi di ristrutturazione dei debiti e soddisfacimento dei crediti. La Cgil di Catania ha stilato una convenzione con l’associazione “Diritti del debitore” istituendo l’apertura di sportelli in alcune sedi delle camere del lavoro etnee.

Spiega la coordinatrice Rosaria Leonardi: “Per sovraindebitamento si intende una situazione di definitiva incapacità del debitore di adempiere con regolarità alle proprie obbligazioni, perché basta poco per perdere ogni cosa, come può avvenire per il lavoro. E nel giro di pochi giorni diventa impossibile pagare il mutuo o la rata della macchina. Anche i prodotti bancari spesso sono causa di  sovraindebitamenti; basti pensare oltre a prestiti e mutui spesso a tassi elevati, anche alle carte revolving con interessi che sfiorano l’anatocismo, o alla cessione del quinto”.

La recessione può creare quotidianamente situazione tragiche anche in relazione a passaggi sociali importanti ma basilari, come il matrimonio, l’acquisto della casa o di una macchina, l’arrivo di un figlio. Per molti, tappe come queste significano entrare in un vortice di debiti  fatto di rate da pagare ma senza i soldi certi e necessari per poterlo fare. L’indebitamento non colpevole  colpisce sempre più famiglie che però, spesso per vergogna o per timore, vivono di stenti ma non sanno a chi chiedere aiuto, o si imprigionano in una spirale di nuovi debiti contratti per pagare vecchi debiti, e di uomini e donne stremati e travolti da rate che non riescono più a gestire.

E aggiunge il segretario generale Giacomo Rota: “Il ricorso alla legge 3 non copre di certo coloro che non vogliono pagare ma serve per tutelare gli onesti che non possono pagare. Una differenza sostanziale che deve far comprendere lo spirito della legge e che la Cgil abbraccia in pieno, rispettando una delle sue missioni: tutelare le fasce più deboli. La norma vuole fornire un aiuto alla vita civica del Paese, perché salvare le persone dall’incubo dei debiti significa anche combattere l’usura  che proprio in questi momenti di disperazione bussa alle porte di chi non ha più nulla. È anche una grande opportunità  per i creditori perché garantisce loro di poter comunque ottenere, anche se parzialmente, il pagamento di quanto dovuto; impegno che, in caso contrario, potrebbe  non essere per  nulla onorato”. L’associazione “I diritti del debitore” persegue finalità di solidarietà sociale e non fini di lucro, è dotata di  strumenti assistenziali di stampo tecnico amministrativo, fiscale, legale e di accesso al sistema creditizio in grado di prestare consulenza per la gestione finanziaria ed economica delle persone fisiche e delle piccole e medie imprese. Un impegno dell’associazione che, secondo Tuccio Alessandro, “condivide gli stessi fini di solidarietà sociale del sindacato”.

Per “sovraindebitamento” la legge 3 del 27 gennaio 2012, intende una “situazione perdurante di squilibrio tra gli obblighi assunti ed il proprio patrimonio prontamente liquidabile, nonché la definitiva incapacità di adempiere regolarmente ai propri obblighi”. In pratica, è possibile includere la gran parte dei casi in cui il consumatore non riesce a pagare rate di finanziamento o di mutuo, ovvero altri debiti di cui ha assunto ragionevolmente l’impegno di pagare ma che per ragioni sopravvenute e non legate alla sua volontà, non è più in grado di assolvere. In questi casi la legge offre al consumatore la possibilità di presentare un accordo con i creditori (riservato ai soggetti non fallibili titolari di partita Iva che deve essere approvato dai creditori), un piano del consumatore (riservato alle persone fisiche per debiti estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta. Tale procedura non prevede il voto dei creditori e, se approvata dal giudice, è comunque vincolante per tutti; una richiesta di liquidazione del patrimonio.

Gli aspetti più rilevanti  della legge sono la definizione della figura del consumatore, quale beneficiario di una apposita procedura (piano del consumatore); l’introduzione della procedura di liquidazione del patrimonio; l’accordo nell’ambito della procedura di composizione della crisi; il carattere vincolante della proposta (approvata a maggioranza) omologata per tutti i creditori, inclusi i dissenzienti.

Gli sportelli saranno attivati nelle Camere del lavoro di Catania, Acireale, Adrano e Giarre; a Catania i cittadini interessanti potranno avvalersi del servizio negli uffici di Piazza Dante 13 ogni martedì mattina dalle 9 alle 13, con referente Veronica Salerno. Il martedì pomeriggio dalle 16 alle 19 potranno recarsi ad Acireale in Via Carpinati 2, con il referente Turi Siracusa, ad Adrano in Via Catena 23, con referente Emanuela Pastanella; a Giarre, in Via Garibaldi 7, con referente Irene Leotta.

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