È ancora presto per veri e propri voli low cost oltre l’atmosfera terrestre, ma le prime compagnie aerospaziali cominciano timidamente a presentare navicelle autosufficienti e previsioni di mercato.

di Alberto Molino

Purtroppo il turismo spaziale è una forma di viaggio ancora agli albori, a causa degli eccessivi costi per potenziali clienti e per gli elevati rischi a cui andrebbero in contro le agenzie spaziali qualora lanciassero in orbita, con periodica frequenza, semplici civili.

L’azienda statunitense SpaceX ha però presentato di recente il prototipo della capsula “Dragon 2”, in grado di trasportare carichi umani dalla superficie terrestre alla Stazione Spaziale Internazionale in tutta sicurezza o, almeno, così riferiscono le fonti. Si tratta di un modulo riutilizzabile, appartenente alla seconda generazione, le cui caratteristiche specifiche consentono alla navicella di resistere a temperature superiori ai 2700 gradi centigradi, di essere al riparo dalle radiazioni grazie a scudi solari, di atterrare su terreni accidentati per mezzo di quattro gambe allungabili e di trasportare, peculiarità più importante, sette astronauti.

SpaceX_Dragon_C2+_just_prior_to_Canadarm2_release_(ISS031-E-079326)Il CEO di SpaceX, Elon Musk, tiene a sottolineare che l’atterraggio del mezzo è consentito anche con più del 50% dei motori in avaria, mentre in caso di totale fusione dei propulsori resta sempre a disposizione il caro vecchio sistema di discesa con paracadute. Il problema delle attuali tecnologie aerospaziali è rappresentato, comunque, dal fatto che i velivoli vengono mandati oltre l’atmosfera ricorrendo a razzi che dopo avere svolto la loro funzione si sganciano dai moduli ospitanti gli astronauti, disintegrandosi. Secondo Musk, invece, l’esplorazione spaziale potrà rendersi più accessibile a investitori privati soltanto quando verranno costruite navicelle autosufficienti in fase di decollo e di atterraggio. In altre parole, si devono prima superare i problemi strutturali e prettamente tecnici affinché si possa procedere con vere e proprie forme di business spaziale.

Space X, grazie a Dragon 2, spera di poter far partire i primi “voli” turistici nel 2016, ma probabilmente se la dovrà vedere con un’altra compagnia che sta investendo in questo nascente settore: Virgin Galactic, del milionario Richard Branson, che ha ottenuto le autorizzazioni necessarie per voli oltre i 15.000 metri a gravità zero dalla Federal Aviation Administration con partenza dalla base di Spaceport America in Nuovo Messico. Il costo per librarsi nell’aria come una piuma e vedere la curvatura della Terra dallo spazio? Solo 250.000 dollari.

 Alberto Molino

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