CATANIA – Un corso importante per chi opera in prima linea. E lo dimostra l’affluenza di professionisti, provenienti da varie città italiane, che ieri ha preso parte al corso “Specialist per non specialist: Orientamenti diagnostici in patologia emolinfoproliferativa” organizzato all’ Ospedale Cannizzaro di Catania.

«Il corso ha messo in evidenza sia gli aspetti tradizionale istopatologici ma si è evidenziata anche l’importanza delle metodiche immunoistochimiche e molecolari che svolgono un ruolo fondamentale sia a livello diagnostico sia a livello terapeutico» spiega il dott. Antonio Galia, responsabile scientifico dirigente medico dell’Anatomia Patologica del Cannizzaro di Catania diretta dal dott. Filippo Fraggetta. «Una moderna anatomia patologica – prosegue – non può prescindere da un costante rapporto dialettico con il clinico e quindi da uno scambio di informazioni reciproco. Questo comporta un migliore trattamento dei pazienti e un migliore inquadramento delle diverse entità anatomo-cliniche. Questo vale sicuramente nel campo della Emolinfopatologia ma certamente vale in tutti i settori della diagnostica istopatologica».
La patologia emolinfoproliferativa (linfonodi e biopsia osteomidollare) è stata al centro del dibattito relatori del convegno i professori Maurilio Ponzoni, responsabile unità funzionale di Emolinfopatologia HSR (San Raffaele) Milano e Andres Jose Maria Ferreri dell’ Unità Dipartimentale Linfomi HSR (San Raffaele) Milano che hanno discusso in sala casi clinici con visualizzazione del corrispettivo vetrino al microscopio.
«Il ruolo del patologo è molteplice – spiega il professore Ponzoni – bisogna prima di tutto confermare l’ipotesi clinica di un sospetto linfoma, posta questa diagnosi istopatologica abbiamo a disposizione alcune molecole che ci consentono di capire meglio quali sono le cellule che compongono questo linfoma e siamo anche in grado di potere dare delle informazioni di tipo terapeutico».
Un ampio dibattito in cui si è discusso in modo ampio dell’importanza che nella pratica diagnostica quotidiana ha il rapporto tra clinico e patologo. «La collaborazione ci consente terapie più mirate su pazienti selezionati con una maggiore efficacia e una minore tossicità» conclude il professore Ferreri.

 

Scrivi