Il format dedicato alla storia della House music firmato dai dj’s Massimo Napoli e Francesco Samperi, ospita le selezioni del famoso dj newyorkese che sui social prende posizione sui fatti di Baltimora e invita il popolo nero a restare unito e a cessare le violenze. Catania, Ma – Musica Arte, giovedì 30 aprile 2015, dalle h. 22. Giovedì 30 aprile, il Ma Musica Arte, il club di via Vela a Catania, presenta April in the House, terzo appunta-mento del format musicale ideato dai dj’s Massimo Napoli e Francesco Samperi, interamente incentrato sulle so-norità della musica house. Per il terzo party dell’anno, il Ma Musica Arte diventa roccaforte e tempio della house-music, genere nato nelle discoteche di Chicago nei primi Anni 80, e trasforma tutte le sue aree e le diverse zone in un unico grande contenitore musicale, stracolmo di sonorità electronic, melodiche, afro e latine. Con la musica house come fattore dominante e il Ma Musica Arte come centro propulsore, sarà un viaggio tra i continenti per dilettare le orecchie più preparate e per far avvicinare un pubblico meno abituato a questo genere musicale.

Le danze verranno aperte con i dj’s della serata, nonché ideatori del format, Massimo Napoli e Francesco Sampe-ri, e alle loro abilità e selezioni musicali nella sala Disco che, per l’occasione, verranno diffuse per tutto il locale. Voce ufficiale della serata è Uccio Russo.
E poi spazio al super ospite, con un dj set internazionale di tutto rispetto: Joaquin Joe Claussell. Claussell è uno dei maggiori esponenti dell’attuale scena house newyorchese tendente al versante più spirituale e tribale. D’altronde, è uno che ha nominato la propria etichetta “Sacred Rhythm”, tanto per sottolineare quanto per lui il ritmo sia organico, (sovr)umano, straordinario. Dietro la consolle, Claussel manipola come uno sciamano gli e-qualizzatori per mandare in estasi mistica attraverso qualunque pezzo dallo spirito “groovoso” e di tradizione black, di cui lui è maestro. Sarà il dj set perfetto per chiunque ama “immergersi” in abissi “deep” e risalire in a-scensioni “soulful”.
Il suo motto è: «Credo che la musica insieme con l’amore possano unirci come popolo e guarire il mondo». Una sensibilità forte quella del dj newyorkese che non ha mancato, proprio in queste ore, di rimarcare la follia della violenza nei moti di Baltimora dopo l’uccisione di un altro afroamericano per mano della polizia. «Un appello a tutti i miei fratelli e sorelle che risiedono in Baltimora – ha scritto la scorsa notte su Facebook -, fai sapere a tuo fratello che tutto è a posto. Questa follia deve finire, e noi le persone che siamo le vittime di questo abuso conti-nuo dobbiamo porre rimedio al problema con la saggezza e non con la violenza meschina che si ritorce contro di noi. Cominciamo a non guardare più le stupide sit-com o i reality show che hanno lo scopo principale di distrarci dal guardare i veri problemi che portano a questa follia. Conosci il tuo valore in modo che il fronte resti unito. Fino ad allora, le proteste e le urla non serviranno a niente. Tuo fratello Joaquin».
Joe “Joaquin” Claussell è nato a Brooklyn da famiglia portoricana con profonde radici musicali. Durante la sua vita, la musica è stata per lui riparo, famiglia, cibo, comfort, fuga e amore. Ha iniziato a raccogliere vinili all’età di 15 anni e il suo gusto diversificato per la musica e la danza lo ha portato a frequentare club diversi come The Inferno o il santuario del punk il CBGB’s, o il Mudd Club casa dell’alternative, o il più comemrcaile Underground o il leggendario Paradise Garage. Mentre viveva nell’East Village nei primi anni ’90, si innamorò di un negozio di dischi chiamato Dance Tracks, diventandone il dj. Le feste settimanali al Dance Tracks hanno attirato una folla varia e sempre più devota di amanti della musica. Tutto in nome del divertimento. Lì nacque il suo primo remix “Over” e il suo brano “Awade”, diventati subito classici dell’undeground. Nel 1996 Claussel lanciò la sua etichetta indipendente di world house Spiritual Life Music e la Ibadan Records con l’amico e produttore esecutivo Jerome Sydenham, dove la musica africana, brasiliana, latina e mediorentale si univa a ritmi disco, jazz, house e alla musica elettronica. Attraverso le sue etichette Spiritual Life Music e Sacred Rhythm Music, le produzioni di Claussell sono improntate verso una marcata riscoperta delle tradizioni della disco, dei suoni brasiliani, latini, jazz e soul innestati nelle sonorità attuali dell’House. Il suo lavoro più famoso è l’album “Language” del 1999 in cui sono inclusi i brani “Je Ka Jo”, “Spiritual insurrection”, “Marco Polo”, uscito per l’etichetta Deep House “Ibadan”. Tra le sue tante collaborazioni non si può dimenticare il gruppo “Instant House” formato dallo stesso Joe Claussell insieme a Stan Hatzakis & Tony Confusione che nel 1992 e 1993 incisero due brani che rimasero nella storia della Deep House e cioè: “Lost Horizons” ed “Awade”.

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