Catania, Ma – Musica Arte, domenica 28 dicembre 2014, dalle h. 20. No Ordinary Sunday. Domenica Retrò, live con i Sikula Retrò, mostra fotografica di Giuseppe Gaudioso. Ingresso: libero

No Ordinary Sunday è la domenica più originale e “non convenzionale” della città: l’aperitivo dove cultura, arte, musica e vintage si uniscono in un unico format originale. Tutto questo al Ma Musica Arte, il club di via Vela a Catania, dove domenica 7, a ingresso gratuito e senza liste, l’aperitivo si fonde con la cultura, l’arte, la musica e il vintage in un unico format originale.
Finito l’aperitivo rinforzato, il programma degli show di domenica 28 dicembre inizia alle 22 con il live in teatro dei Sikula Retrò, ottimi interpreti di atmosfere sempre sulla cresta dell’onda. In Birreria nuovo appuntamento de “Il palco libero show”, cose folli e divertenti, sempre alla ricerca di una voce e di nuovi talenti, di Alessandro Falcione & co. Per lo spazio del gusto, il Ma Ristorante propone la formula già ben e apprezzata del “Japan, Street O Sicilian”, ovvero a prezzi speciali e solo per la domenica le migliori e particolari pietanze dello chef Carlo Borghini. Per lo spazio d’arte (direzione artistica di Francesco Russo, testi critici di Simona Di Bella), inaugurazione alle 19.30, fino al 10 gennaio si potrà visitare “Forme”, mostra fotografica di Guido Gaudioso.
Sikula Retro’. Sax Lucio Pappalardo, voce Giusi Zappalà, Piano Antonio Saladino, contrabbasso Giuseppe Bella, batteria Daniele Scalia. Il gruppo nasce del 2005. E’ composto da 5 musicisti diplomati al conservatorio, che hanno fatto della passione per la musica il loro lavoro. Il gruppo si rifa’ alla tipica formazione dell’orchestrina dal sapore retro’ con voce, sax, piano, contrabbasso, batteria e si pone l’obiettivo di suonare brani che vanno dagli Anni 30 ai giorni nostri con arrangiamenti personalizzati jazz, swing, bossa nova, selezionando brani di repertorio italiano ed internazionale. Il suo scopo è l’intrattenimento piacevole del pubblico più esigente ed eterogeneo, contraddistinto da un comune denominatore: il gusto per la buona musica rivista, ma non stravolta, che riesce a coinvolgere fino al punto di trasformare il più compito ascoltatore nel ballerino più infervorato.
Guido Gaudioso. Nato a Siracusa, ha iniziato come ritrattista e fotografo di scena per compagnie teatrali. Nel 2012, il progetto fotografico “In Corpore” è stato scelto per una esposizione alla Farm Cultural Park di Favara. Nel 2013 è stato selezionato per partecipare a “Trasformatorio”, laboratorio e mostra collettiva, che riunisce artisti di tutta Europa. Nel maggio 2013 partecipa, come artista selezio-nato dalla giuria, al festival di fotografia Occhi Rossi, a Roma. Quest’anno ha espsoto alla Galleria Amici dell’Arte/Claudio Fayer di Siracusa, con la mostra “Ritratti”, e con “In Corpore” a Palazzo Ducezio a Noto.

Guido GaudiosoLa scheda critica di Simona Di Bella su “Forme”: « Il corpo: individualità unica e irripetibile che rende ognuno un’opera d’arte. Volti, ritratti, corpi messi a nudo; scatti, in cui il suono nostalgico della macchina fotografica e della pellicola, si intrecciano con un sentimento contemporaneo attualizzato dal concetto di cui è intriso ogni lavoro di Guido Gaudioso. Il corpo è protagonista assoluto, al centro della sua sperimentazione, soggetto e oggetto del linguaggio dell’artista. Un corpo la cui identità materiale, dura, rigida, estremamente formale, tende alla liberazione della sua vera essenza. Il michelangiolesco concetto che l’opera “vive” ancor prima di essere concepita e l’ artista deve solo liberarla da qualunque costrizione per permetterle di librarsi. Il corpo, per Guido Gaudioso è, nella sua bellezza e sacralità, un luogo di ricerca, di contaminazione. Dalla body art in poi, ogni movimento o azione che l’artista esercita sul corpo assume un significato quasi rituale, perde la sua identità ricercandone ulteriori nel mondo del reale o dell’immaginato. Oltrepassando l’ostacolo anatomico per andare oltre, il corpo diventa uno strumento col quale insinuarsi nell’inconscio, superare le barriere culturali e sociali, facendolo vibrare in direzione di mondi ancora da sondare. Guido Gaudioso, in-contrando il soggetto da ritrarre, diventa un attento osservatore, libero da preconcetti, attende il momento in cui i corpi lasciano cadere le maschere convenzionali che sono costretti a indossare, dando spazio a contaminazioni alchemiche in cui l’uomo è dentro il suo corpo: una individualità unica e irripetibile che rende ognuno un’opera d’arte».

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