Catania, Ma Musica Arte Deci-Ma 2004-2014 . Il rock goliardico della band catanese presenta il nuovo disco

Per la sezione arte inaugurazione della mostra fotografica “Fusioni” dell’artista milanese Andrea Chisesi Catania, Ma – Musica Arte, domenica 7 dicembre 2014, dalle h. 19.30
No Ordinary Sunday è la domenica più originale e “non convenzionale” della città: l’aperitivo dove cultura, arte, musica e vintage si uniscono in un unico format originale. Tutto questo al Ma Musica Arte, il club di via Vela a Catania, dove domenica 7, a ingresso gratuito e senza liste, l’aperitivo si fonde con la cultura, l’arte, la musica e il vintage in un unico format originale.

No Brigantini No PartyIl programma di domenica 7 dicembre inizia con il live dei Brigantini, video show di Francesco Samperi e dj set di Antonio Oliva. In Birreria nuovo appuntamento de “Il palco libero show”, cose folli e divertenti, sempre alla ricerca di una voce e di nuovi talenti, di Alessandro Falcione & co. Per lo spazio del gusto, il Ma Ristorante propone la formula già ben e apprezzata del “Japan, Street O Sicilian”, ovvero a prezzi speciali e solo per la domenica le migliori e particolari pietanze dello chef Carlo Borghini. Per lo spazio d’arte (direzione artistica di Francesco Russo, testi critici di Simona Di Bella), inaugurazione alle 19.30, fino al 27 dicembre si potrà visitare la mostra fotografica “Fusioni” di Andrea Chisesi, artista milanese sperimentatore di pittura e fotografia.
Andrea Chisesi. Dal testo critico a cura di Simona Di Bella: “Contemporanee fusioni: la pittura si concede alla fotografia”. La fotografia contemporanea non è più testimone della realtà come un tempo, il digitale racconta una realtà “ritoccata”, creatrice di una oggettività ulteriore. Andrea Chisesi, artista e fotografo, unisce la tecnica fotografica e quella pittorica con abilità e innovazione, fondendole insieme. Contaminazioni contemporanee in cui i margini indiscussi di ogni argine tecnico diventano sempre più diradati fino a sparire totalmente. La pittura arcaicamente ritenuta aristocratica, si concede alla rivoluzionaria fotografia, in origine criticata per la sua riproducibilità. L’avventura parallela dell’imponderabile e del tangibile, del concreto e del fantasmagorico, diviene, come una danza, una giostra di emozioni. Una metafora di una stratificazione in cui sono presenti elementi evocativi di un codice segreto con cui l’artista rende libero il fruitore da qualunque giudizio o interpretazione. La continua dualità, la convivenza di più elementi manipolati, crea un dialogo enigmatico che manda in corto circuito la razionalità e i codici della memoria a favore di una astrazione in cui l’opera diventa portatrice di una essenzialità antropologica e culturale.

Andrea Chisesi_Fusioni

Brigantini. A quattro anni dall’uscita del fortunato “Allarga lo Stretto“, i Brigantini sono tornati la scorsa estate alla carica con un nuovo lavoro discografico: “No Brigantini, no party”. La band: Antonio Ferlito “Lito”, voce e chitarra; Alessandro “Pandi” Spagna, percussioni; Massimo “Lavvocato” Costanzo, tastiere; Barbaro Jonello Palumbo “BJ”, batteria; i Pornofiati sono Cristiano “Dumbo” Giardini, sax; Giuseppe “Maxicono” Spampinato alla tromba; le Eterobelve sono Daniele “Maialino” Raciti alla chitarra e Max Busa “Alibamax” alla voce e percussioni.
I Brigantini nascono nel dicembre del 2001 grazie all’unione di quattro amici – Antonio Ferlito detto Lito, Vittorio”Lavvocato” Costanzo, Enzo Messina ed Angelo Puglisi – con intenzioni di fare satira dialettale in musica. Dopo l’abbandono di Messina e Puglisi, vengono reclutati il batterista Nuccio Palumbo e il percussionista salsero, Alessandro Spagna. Dopo le prime serate nei pub del Catanese i 4 decidono di registrare nel maggio del 2002 il loro primo cd che vuol essere un tributo al Vate della musica popolare catanese Antonino Caponnetto meglio conosciuto con il nome d’arte di Brigantony. Nasce cosi “Sound ca non sura”. Da quel momento in poi nulla più sarà come prima: Antonio Ferlito, chitarrista di origini jazzistico-acesi diventa Lito, Alessandro Spagna già re della Salsa sicula diventa Pandi (Pan-di-Spagna), Vittorio Costanzo diventa ’Lavvocato’ e Nuccio Palumbo dà vita al personaggio che da vivo è già leggenda, diventando Barbaro Jonello (BJ), fondatore di Paternò.Ottenuti consensi unanimi i Brigantini iniziano a lavorare al loro secondo disco che prenderà il titolo del tormentone di Paternese genesi, atto a domandare il grado di gradimento di qualsiasi cosa…”Ti peace?” prodotto dalla Sea Musica di Catania. Pur continuando a suonare i brani del grande Brigantony gli originali “Yolemorroidi”, “Narciso e i balocchi” e “La palla di pelle di rana” sono brani tra i più richiesti nei “live”. Nel maggio 2008 esce Brigantini in jazz, prodotto da Tony Carbone. Il lavoro presenta 10 brani di Brigantony arrangiati in chiave jazz da Antonio Ferlito, suonati dai Brigantini e da amici musicisti di grandissimo valore da Massimo Faraò, Nello Toscano, Ruggero Rotolo, Cristiano Giardini, Marcello Leanza, Dino Rubino, Filippo Dipietro, Gioacchino Giunta, Mario Basile, Dario Fisicaro e Salvo Riolo. Nell’ottobre dello stesso anno viene prodotto il dvd del cd registrato al Le Dune Y’s jazz club, a Catania.
Da quel momento in poi si inizia a lavorare al disco della definitiva consacrazione della band che bolle in pentola già dal 2006. Grazie alla produzione artistica di Giuseppe Furnari ed alla mano sapiente di Riccardo Samperi prende forma “Allarga lo stretto”, libro-cd dalla grafica stupefacente. A dare un tocco di classe e di qualità entrano a far parte in pianta stabile della band Cristiano “Dumbo” Giardini al sax alto e tenore e Giuseppe “Maxicono” Spampinato alla tromba dando vita ai Pornofiati. Della carovana fanno ormai parte il cantante ennese Max Busa, leader della band raggae Ali Baba ed il giovanissimo chitarrista Daniele Raciti, virtuoso sotto ogni punto di vista.
A giugno è uscito il nuovo lavoro discografico “No Brigantini No Party”, disco dalle sonorità “nero burning” con un occhio sempre attento alla melodia mediterranea. Rock, ska, reggae e soul funky d’autore sulle sponde del Regno delle Due Sicilie. Si passa dallo ska-calabro-’ntuiese divertente di ”Khalancalabria” al rock alla Vasco di “Compro una vocale” fino al raggae di “Tazik Allikky” passando per il funky crudo di “U babbu spettu”. Dedicata alla gioventù “evoluta e precisa nei giudizi” è “(‘mbare) 6 Sbagliato”. La partenopea “Tu mi hai rubato il cuore“ è una canzone “cuore matto di ‘amore e furto del cuore (e anche della macchina)” già tormentone live del personaggio Ciro Esposito Musella messo in scena da Pandi & Band.

Ingresso: libero

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