Daniele Lo Porto

CATANIA – “L’ho inventato ioooooooo……”. È la frase tormentose attribuita al SuperPippo nazionale.
Baudo dott. Giuseppe, da Militello Val di Catania, paese di chiese barocche, big della politica (Nello Musumeci e Giovanni Burtone) e del presentatore che più di chiunque altro impersona la televisione italiana, a cavallo di due secoli.

Di lui si sa tutto, su internet metri di riferimenti, soprattutto in queste ore che è quasi festa nazionale per i suoi 80 anni portati splendidamente, tra i radi capelli bianchi, il sorriso mai spento, tanti progetti nelle tasche della giacca.

12Dagli inizi teatrali, insieme a quello scapestrato – tra gli altri – di Tuccio Musumeci, tra pochi soldi e belle donne da corteggiare, alla conquista del televisore e della televisione che diventerà il suo regno, per oltre mezzo secolo. Ha presentato di tutto e di più, con classe, ironia, eleganza, competenza. Una decina di “Domenica in…”,  il Festival di Sanremo a raffica, lasciando la memoria di edizioni grandiosi. E’ scivolato su qualche buccia di banana e su qualche fetta di salmone, ma si è rialzato, ripartendo da sotto zero.

Salvo La Rosa, collega e presentatore, è uno dei suoi migliori allievi, o forse è più facile dire amici. Si sono sentiti per gli auguri, ci mancherebbe.

“Con Pippo c’è un’amicizia sincera, assolutamente disinteressata ormai da tanti anni. L’ho conosciuto ai tempi delle primissime trasmissioni di Antenna Sicilia che lui aveva contribuito a fondare. Lo guardavo con ammirazione: era uno dei miei miti insieme a Renzo Arbore – ricorda Salvo La Rosa -. Poi abbiamo approfondito la conoscenza nel momento peggiore della sua carriera, quando era fuori da tutto e rientrava in Rai non dalla porta di servizio, ma addirittura dal retro. La chance fu “Novecento”, il pomeriggio su Rai Tre. Il successo fu tale, era il 2000, che fu promosso in prima serata e poi su Rai Uno. Mi diede l’opportunità di collaborare con lui, poi di curare i collegamenti esterni nel 2002 e 2003 per il Festival di Sanremo, un’esperienza indimenticabile del quale gli sarò sempre grato”.

“Pippo si reinserì alla grande, con la sua grandissima professionalità e riconquistando il pubblico italiano, tornando quasi ai livelli di quando era uno  dei personaggi preferiti di Forattini che raffigurandolo nelle sue vignette su La Repubblica gli faceva commentare la politica italiana”, aggiunge Salvo La Rosa.

Pippo-Baudo_980x571– I primi 80 anni di Baudo sono noti, come immagini i suoi secondi ottanta anni?

“Pippo è ancora in gamba, in formissima, moderno. Mi auguro che la Rai lo voglia utilizzare ancora perché ha ancora tanto da dare e da insegnare. Io non ho mai dimenticato i suoi consigli, come quello di essere sempre preparato e padrone della situazione, sia che si tratti di intervistare un personaggio che di condurre uno spettacolo. Per stile, garbo e competenza penso che sia ancora insuperabile”, conclude La Rosa.

E poi SuperPippo è stato un eccezionale talent scout, quando i talent televisivi non esistevano: dal riccioluto e pungente Beppe Grillo, alla snodabile ed elegante Lorella Cuccarini, fino al trio Lopez-Solenghi-Marchesini.

Pippo Baudo è ancora un personaggio di casa per gli italiani e per i siciliani in particolare: la foto sulla pagina Salvo la Rosa official in poche ore ha registrato 156.000 visualizzazioni, 5.300 “mi piace”,  1.200 messaggi e 650 condivisioni. E stasera, all’Arena di Verona, riceverà un omaggio in diretta, durante la serata condotta da Carlo Conti.

Insomma, Pippo Baudo, guardandosi allo specchio, avrebbe tutto il diritto di gridare: “Ti ho inventato ioooooooooo!”.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi