Rossazzurri alla ricerca del nuovo allenatore, ma è questo l’intervento più importante da fare? Le critiche crescono assieme al malumore dei tifosi. E riemergono figure del passato.

Archiviato l’anno maledetto, in casa Catania si cerca disperatamente di rimettere in sesto il giocattolo ormai logoro.

Si riparte dalla guida tecnica. Con l’addio scontato di Pellegrino, urge trovare un sostituto all’altezza per carisma e curriculum. Non sarà facile portare alla risalita una squadra con il morale (ma anche le gambe) a pezzi. Difficile l’approdo in Sicilia di Delneri, mentre sono in ascesa le quotazioni di Liverani, legatosi però da poco agli inglesi del Leyton Orient (squadra di terza divisione) e Torrente. Tra i papabili alla successione del mister siracusano anche Panucci e Cambiasso, anche se queste ultime due soluzioni sembrano difficili da perseguire. In realtà, riavvolgendo il nastro della terribile stagione del Catania fino ad oggi, Sannino sembrava essere incolpevole del fallimento in atto. L’allenatore ha pagato a caro prezzo diatribe e parole dette che forse non dovevano essere divulgate.

Le responsabilità maggiori di un 2014 chiuso in zona retrocessione in Serie B sono ancora una volta da attribuire al buon Cosentino? Probabilmente si. Il campionato ha detto che il Catania è da retrocessione oltre ad essere la squadra con il maggior numero di infortunati e con un elevatissimo numero di giocatori ammoniti ed espulsi. Se il primo “record” può essere giustificato dando la colpa al fato malevolo, e già di per sè sarebbe troppo facile farlo, dato che appaiono scontate le responsabilità di una preparazione atletica inadatta, di certo l’irruenza ingiustificata di alcuni giocatori dovrebbe essere contenuta da una figura societaria che si faccia valere negli spogliatoi. Dopo i proclami del precampionato, inoltre, ed una squadra costruita con il chiaro obiettivo della promozione, è difficile non mettere simbolicamente al banco degli imputati colui che è il “costruttore” di tale squadra. Dal punto di vista strutturale, con una nuova squadra di preparatori, attrezzature all’avanguardia dai sinistri poteri non rigenerativi, bensì distruttivi (numeri alla mano), invece di fare un passo in avanti dopo la debacle della scorsa stagione in Serie A i problemi hanno assunto dimensioni macroscopiche.

Scontata dunque la critica serrata da parte degli addetti ai lavori nei confronti di un progetto fino ad ora fallimentare. Ultima in ordine di tempo quella dell’avvocato e operatore di mercato vicino al fantasista Alessandro Rosina, Dario Canovi, che in un’esclusiva di tuttomercatoweb ha dichiarato che il numero 10 rossazzurro “ha fatto un grosso errore a trasferirsi nel Catania”. Nel suo intervento ha proseguito dicendo che “Il Catania ha comprato giocatori, ma non ha fatto una squadra. Costruire una squadra è qualcosa di diverso, significa comprare i giocatori adatti per un determinato schema”.

La protesta dei tifosi continua serrata, sembra scontato che una soluzione debba essere trovata. Nel momento di difficoltà riemerge una figura del passato tanto amata, ma allo stesso tempo criticata dal pubblico di fede rossazzurra: Pietro Lo Monaco. Sembra infatti che l’ex amministratore delegato tuttofare possa rientrare in società, seppur un suo ritorno appaia davvero complicato, viste le controversie  con Pulvirenti.

Il Catania sembra insomma un cantiere aperto, dove impazzano le voci, ma di concreto succede davvero poco. La pausa in campionato arriva nel momento più opportuno per una ricostruzione vincente, almeno per salvare la faccia e la categoria, incredibilmente a rischio.

 

 

 

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