“Mi piace far vedere a mio figlio l’album di fotografie di mio padre in cui sono raccolti tutti i momenti più belli della mia carriera sportiva delle giovanili. Fargli leggere il tabellino scritto a mano da suo nonno e fargli capire cosa significa davvero giocare a calcio attraverso dei momenti immortalati tanti anni fa. Il calcio di adesso non si affeziona più ad un attimo, non è più legato alla carta stampata e vive nella corruzione”.

Gionatha Spinesi, ex attaccante con il rossazzurro nel sangue, con un pizzico di nostalgia si racconta durante la presentazione del libro di Santino Mirabella “Quando il grigio divenne verde (e viceversa). Calcio malato e società senza valori, il Gabbiano però confida in un futuro meno infelice.

“Non mi mancano gli allenamenti settimanali, bensì scendere in campo e assaporare il campo e il tifo. Ho scelto Catania e ho appeso presto le scarpette al chiodo per rimanere qui. La gente mi vuole bene ed io adoro tutto di questa città. Tutto. Dovevo pensare alla mia famiglia e qui siamo tutti felici.

Mi dispiace vedere la tifoseria così abbattuta per i fatti di quest’estate. Purtroppo quello che è successo ha creato una voragine difficile da sanare in tempi brevi. Nel calcio, come nello sport in generale e così nella società tutta, si sono persi i veri valori che ci rendono uomini. Troppi interessi e leggi poco appropriate. Per chi si macchia di illecito sportivo io vorrei la radiazione a vita, non avrebbe senso nessun altro tipo di provvedimento”.

Futuro? Spero in un ritorno al passato, che vinca la passione e non il business”.

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