“Adesso mi sento al top, ma bisogna continuare a lavorare!”

di Gianluca Virgillito

 

ACIREALE – Lo incontriamo nella sua Acireale. Ci invita a prendere un caffè, Enrico Garozzo, fresco vincitore della medaglia di bronzo ai Mondiali di Scherma di Kazan 2014 nella sua specialità, la Spada. Sorridente e soddisfatto ci racconta la sua ascesa sportiva, i suoi propositi e le soddisfazioni post-mondiali.

“Ho iniziato proprio qui, ad Acireale, quasi per scherzo. Il padre di un mio amico mi propose di provare e vedere se andava bene e così ho fatto. Alla fine ho capito che la Scherma faceva per me, che potevo competere per traguardi importanti, e quindi ho dovuto scegliere il mio futuro tra gli sport che poi sono diventati le mie passioni: il calcio e la scherma. Ovviamente adesso sanno tutti cosa ho scelto alla fine… Ho fatto tanta gavetta, ho ottenuto buoni risultati nelle competizioni giovanili (argento nel 2006 e oro nel 2008 ai Campionati del Mondo Cadetti e Giovani), però ci ho messo del tempo per raggiungere l’obiettivo di una medaglia importante. E la verità è che adesso mi sento al top, sia fisicamente che psicologicamente. In passato per un motivo o per un altro peccavo o in uno o nell’altro aspetto. Invece già prima dei mondiali, ai Campionati Assoluti che si sono svolti proprio qui, ho capito di sentirmi pronto, ho sentito la responsabilità di dover fare bene: ero sereno insomma, e alla fine la gioia è arrivata. Però non ci si deve accontentare mai: ogni atleta che si rispetti deve puntare sempre più alto, continuando ad allenarsi mantenendo sempre i piedi per terra. Se sono contento per i riconoscimenti che sto avendo? Certamente! Non è roba di tutti i giorni essere chiamato dal sindaco di Acireale, essere ricevuto dal Capo del Governo, Renzi, per ricevere i loro complimenti. Insomma, portare in alto il nome della nostra terra, della nostra Sicilia e della nostra Italia, è qualcosa di emozionante, che ti riempie di orgoglio. Adesso, dopo le brevissime vacanze, purtroppo, riprendiamo la preparazione. Un minimo errore può costare carissimo!”

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