È un’operazione valida organizzare grandi eventi sportivi in Sicilia? Anche in un momento economicamente difficile come quello che attraversiamo? A queste e ad altre domande si è risposto nel convegno che si è tenuto alla scuola di Polizia Penitenziaria di San Pietro Clarenza dal titolo: “Sicilia, i grandi eventi”, organizzato in collaborazione con il Comune clarentino, la Fidal etnea e il Coni Sicilia. Il convegno ha rappresentato uno degli eventi collaterali dei Campionati assoluti di corsa su strada (10 km) in programma a Trecastagni il prossimo 12 settembre, e organizzati dalla Sicilpool di Pippo Leone.

Sì agli eventi sportivi, è stata la risposta degli importanti relatori: il presidente del Coni Sicilia Sergio D’Antoni, il comandante del gruppo sportivo Fiamme Gialle Vincenzo Parrinello, la medaglia d’oro olimpica Giorgio Avola. Ma bisogna ragionare in modo diverso rispetto al recente passato.

“Dobbiamo essere capaci di attrarre grandi, medi e piccoli eventi in Sicilia – ha esordito D’Antoni -. Se c’è evento, c’è attenzione. Un esempio? Il Trofeo delle Regioni di pallavolo che si terrà a Patti. Se per ogni sport in Sicilia riuscissimo ad organizzare un Trofeo delle Regioni, avremmo un ritorno immediato. Il problema sono i soldi? Quando c’erano non li sapevamo sfruttare. Ora che non ci sono, ci lamentiamo. I fondi Europei? Mai spesi. Noi siamo bravi ad emulare al ribasso. Facciamo i ricorsi contro le graduatorie, perché nessuno faccia niente: meglio tutti ultimi che un solo vincitore.

“Invece non ci dobbiamo arrendere. Destagionalizziamo, come abbiamo fatto a Catania con “Un mare di Sport”, e riformiamo la visione dello sport che si ha in questa terra. Ci sono pochissimi contributi? Non serve lamentarsi: quel periodo in cui la Regione più che investire, distribuiva, non c’è più. Siamo ad aprile e non sanno se approveranno il bilancio: si può programmare così? La ricetta è diversificare attraverso scuola, salute e turismo. Sport nelle scuole elementari. Destinare allo sport lo 0,5% dei contributi che servono alla prevenzione delle malattie: meno sedentarietà, uguale risparmio per la sanità nazionale. E poi, il turismo: lo sport in una terra come la nostra, non può non fare rima con turismo.

“Un impegno per le società sportive che sono in difficoltà? Due, a brevissima scadenza. Il primo: i pochi contributi che avremo dalla Regione li destineremo ai rimborsi delle spese di viaggio affrontate per le trasferte. Il secondo? Il 10 aprile è in programma la sottoscrizione di un accordo fra il Coni e l’Alitalia. Chiederò e probabilmente otterrò che l’accordo preveda due punti specifici per le società siciliane: dare la possibilità di cambiare nominativi fino ad un giorno prima della partenza e offrire l’opportunità, nei casi di tornei di più giorni, di far rientro prima se il proprio club viene eliminato.

“Infine un suggerimento. Non trattiamo con colossi come l’Alitalia a livello provinciale. E’ solo propaganda, senza risultati. Per avere successo bisogna fare fronte comune e partire da Roma”.

“La sinergia fra enti pubblici, privati e società sportive è l’unica chiave possibile – garantisce Vincenzo Parrinello – nello sport del terzo millennio. Se sia ancora il caso di spendere soldi per i grandi eventi? Il momento non è facile, nella nostra terra alcuni grandi eventi sono finiti sotto inchiesta e si sono anche pronunciati i tribunali. Ma tutto questo non deve far arrivare alla conclusione che le grandi manifestazioni sportive non vadano organizzate. Il punto è come organizzarle. E’ qui che deve nascere la sinergia, per definire la struttura organizzativa e gli aspetti legislativi, per gestire l’indispensabile risorsa dei volontari, che vanno formati e su cui bisogna investire, ma che non possono rappresentare l’alternativa ad un’attività che va svolta da professionisti retribuiti. Bisogna investire poi sugli eventi che accompagnano verso la manifestazione più importante. E poi, la ricaduta sul territorio: l’evento che, quando si conclude, non lascia vantaggi al territorio resta fine a se stesso. E’ importantissima anche la comunicazione, non solo mediatica, ma come testimone di trasparenza. Fare squadra, dunque, è la ricetta, ma non, come fa qualcuno, solo per lamentarsi”.

“Sono di Modica, siciliano verace – conclude Giorgio Avola – e proprio un evento sportivo osservato da piccolo nella mia isola ha fatto nascere in me l’attrazione per il mio sport, la scherma. Ho vissuto da protagonista in Sicilia i Mondiali di Catania nel 2011 e gli Assoluti di Acireale del 2014 e mi sono convinto che Sicilia e grandi eventi vanno di pari passo. Credo tantissimo nella mia terra, ho vinto la medaglia d’oro a Londra, ma gareggiare in casa, come è successo a Catania ed Acireale, è stata un’esperienza unica”.

In apertura di convegno, il benvenuto del sindaco di San Pietro Clarenza, Giuseppe Bandieramonte: “La città che amministro, è una città di sport, che ha prodotto anche sportivi di ottimo e buon livello. La linea tracciata da Pippo Leone è secondo me quella più giusta: coinvolgere tutto il tessuto amministrativo, imprenditoriale e sportivo del nostro territorio garantirà la riuscita dei Campionati di settembre”.

Dopo il saluto del direttore della Scuola Penitenziaria di San Pietro Clarenza, Milena Mormina, è stato il turno di Pippo Leone che ha ricordato tutto ciò che ruota attorno aTreck (la mascotte, simbolo dei Campionati assoluti di corsa su strada), in termini di organizzazione, ma anche di tecnologia (l’app gratuita scaricabile che fornisce costanti aggiornamenti sull’evento e su tutto ciò che lo riguarda da vicino). Leone ha anche annunciato l’accordo con l’Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, che è stato sancito proprio a San Pietro Clarenza. Il presidente di Sicilpool ed il presidente del comitato provinciale di Catania per l’Unicef, Vincenzo Lorefice, hanno siglato un protocollo triennale, che coinvolgerà i Campionati italiani, ma anche gli eventi futuri.

Scrivi