Dopo la lettera aperta inviata dal sindaco di Catania, Enzo Bianco ad Andrea Monti sul caso calcio scommesse e le prossime sentenze del Tribunale federale, arriva, immediata, la risposta del direttore della Gazzetta dello Sport.  “La preoccupazione è che l’entità dello sconto non si trasformi, paradossalmente, per i motivi furbi in agguato, in un incentivo a delinquere sapendo che in fondo ce la si cava con poco – spiega Monti –  Se la pena non risultasse minimamente afflittiva o cozzasse clamorosamente con quelle comminate in altre situazioni e altre città, non si farebbe il bene del Catania e soprattutto del calcio italiano”. Insomma, pena esemplare per il Catania per far in modo che gli illeciti di cui Pulvirenti e il suo stesso club sono accusati non si ripetano per mano di altri dirigenti e altre squadre, ma anche equilibrio con sentenze del passato per non far del Catania un agnello sacrificale. Bianco era stato chiaro nella sua missiva: “Tutti i Catanesi sono consapevoli che è giusto pagare quando si sbaglia. La Città, però, non può essere ancor di più penalizzata, dopo che l’immagine dei successi sportivi di questi anni sono stati purtroppo macchiati dagli illeciti di poche persone compiuti in questi ultimi mesi. Ecco perché le invio queste parole. Per chiedere che sia fatta giustizia, ma con equità nei confronti di Catania”.

Ecco riportata la risposta del direttore della Gazzetta:

“Conosco il sindaco Enzo Bianco: è un galantuomo che ha a cuore le sorti di una grande e complessa città dove lo sport, specie il calcio, ha una particolare valenza sociale. La sua opinione va rispettata. Mi limito a osservare che la Gazzetta, come i molti media che sono intervenuti nella vicenda del Catania con tonalità più o meno simili, non è nè vuole essere un tribunale. Grazie a Dio non ha il potere di istruire processi o emettere sentenze. E neppure vuole influenzarle. Il nostro mestiere è osservare i fatti e commentarli. Ripeto, in sintesi: una normativa premiale che favorisca i pentiti è un elemento necessario e comune a tutti i codici di giustizia penale. Non è affatto uno scandalo che esista anche nei codici sportivi. La preoccupazione è che l’entità dello sconto non si trasformi, paradossalmente, per i motivi furbi in agguato, in un incentivo a delinquere sapendo che in fondo ce la si cava con poco. Se la pena non risultasse minimamente afflittiva o cozzasse clamorosamente con quelle comminate in altre situazioni e altre città, non si farebbe il bene del Catania e soprattutto del calcio italiano. Tutto qui. Anche noi, come Enzo Bianco, abbiamo fiducia nella giustizia. Confidiamo che la sentenza sarà equilibrata ed equa. E soprattutto ci auguriamo che il glorioso Catania sappia rialzarsi archiviando rapidamente sul campo una bruttissima storia purtroppo esemplare”.

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