CATANIA – In principio era StrEat Palermo, un esperimento di successo che porta i turisti a scoprire il cibo da strada panormita. Adesso, grazie a una partnership con il tour operator online Sicilying, arriva nel capoluogo etneo StrEat Catania. Uguale il modello, diversa l’esperienza. Tutti i capisaldi del cibo street di Catania, da assaporare – guidati – in una mezza giornata in giro per la città.

Un walking tour attraverso le strade e le piazza più belle del capoluogo etneo. Un percorso studiato per offrire ai turisti non soltanto una nuova prospettiva enogastronomica, ma anche una panoramica sulla storia, le tradizioni, la cultura e le leggende che fanno della città etnea un’affascinante meta turistica ancora tutta da promuovere.

Si comincia da piazza Duomo, luogo d’incontro e punto d’inizio di StrEat Catania. S​arà lì che verrà consegnato il Passaporto del Mangione, il documento ufficiale dell’esperienza s​treat.​Dopo ogni assaggio, al Passaporto verrà apposto il timbro di StrEat Catania, Listener-4affinché sia il ricordo unico di una giornata vissuta da vero catanese.

Ogni tappa è un appuntamento imprescindibile per i cittadini catanesi, un’esperienza autentica nel cuore del capoluogo etneo, che va oltre i cliché turistici e arriva al cuore pulsante della città vissuta da chi ci è nato. Le urla della pescheria, il profumo del pesce spada, la passeggiata tra i banchi di un mercato storico, che si ripete – uguale eppure diverso – tutte le mattine. StrEat Catania inizia con zuzzu, zibibbo e stigghiola: tre nomi che onomatopeici e che restituiscono l’idea di una tradizione di lunga data.

Per i più temerari, poi, c’è il sangele, ‘u sangeli. Sangue di maiale cotto all’interno del suo budello, a formare una salsiccia scura e saporitissima. Ma StrEat Catania è anche l’arancino, maschio e senza zafferano. Diverso da quell’arancina, femmina, che è parte – invece – di StrEat Palermo. La discussa maternità di alcune tradizioni culinarie, però, non basta a tenere lontane Catania e Palermo, i due poli di una Sicilia divisa dalle autostrade ma unita dal filo sottile delle buone idee.

E del buon cibo: per le strade del capoluogo etneo si continua con la tavola calda. La cipollina è d’obbligo, annaffiata con un fresco sciroppo preso in uno dei chioschi migliori della città. Per rinfrescarsi in tempo per la tappa a base di carne e polpette di cavallo. Che lasciano lo spazio perfetto per una conclusione in dolcezza con granite, paste di mandola e m​innette di Sant’Agata, il dolce di marzapane e pasta di mandorla che prende il nome dalla santa patrona della città.

«Al netto dei cameratismi, la collaborazione tra noi, catanesi, e loro, palermitani, è una vera dichiarazione d’intenti», afferma Carmelo Indelicato, Ceo di Sicilying. «Siamo due imprese giovani, abbiamo scelto di fare della promozione del territorio il nostro core business – continua – Questo da solo basterebbe a spiegare le ragioni di un derby lavorativo che ha iniziato a dare da subito le prime soddisfazioni».

«StrEat Palermo nasce e cresce per amore della mia città e per passione del suo cibo di strada», spiega Marco Romeo, guida turistica panormita e ideatore del progetto StrEat Palermo. U​n marchio che nasce a settembre 2013 con lo scopo di o​ffrire a turisti e viaggiatori esperienze di viaggio autentiche a stretto contatto con i locali. Un’idea talmente riuscita che dal 27 al 30 settembre sarà ambasciatrice dei sapori siciliani al padiglione “Piazzetta Sicilia” di Expo Milano 2015. «Arrivare a Catania, collaborando con un tour operator come Sicilying, ci fa fare quel passo in più. E ci permette di dimostrare che il modello che abbiamo inaugurato può essere esportato. Anche in una città così diversa da Palermo com’è Catania».

Tutti i dettagli sulla proposta li trovate al link di seguito:
http://www.sicilying.com/arte-e-cultura/tour-1-giorno/Street-Food-Tour-gastronomico-di-Catania-657

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