di  T.G.M.

CATANIA – Si chiude questa mattina, con un Contest Day, ovvero con una competizione fra diciannove team di studenti universitari, Start Up Academy, il gioco d’Ateneo a fare nuova impresa, organizzato dall’Università degli Studi di Catania e animato dal C.A.P.I.T.T. (Centro per l’aggiornamento delle professioni, l’innovazione e il trasferimento tecnologico) di cui è presidente il prof. Rosario Faraci, ordinario di Economia e gestione delle imprese nell’Ateneo catanese, che abbiamo intervistato.

–          Quali sono le finalità di questo “gioco a fare nuova impresa”?

“Start Up Academy  è nato due anni fa all’interno del Dipartimento di Economia e Impresa del nostro Ateneo, nell’ambito di un ciclo di seminari del corso di Economia Aziendale. Con il gruppo giovani di Confindustria Catania e l’Unione giovani dottori commercialisti l’abbiamo concepito come un gioco a squadre, in cui team di universitari si sfidano a colpi di progetti e idee imprenditoriali. Per far ciò, i ragazzi hanno bisogno di momenti diversi di formazione, dal team building alla conoscenza degli strumenti per avviare una start up. Dal gioco spesso, come accade nella realtà, può venir fuori una esperienza d’impresa seppur allo stato embrionale. L’iniziativa di Start Up Academy adesso è d’Ateneo e coinvolge tutti gli studenti, di ogni ordine e grado, della nostra Università”.

–          Professore, quanti progetti concorreranno a Start Up Academy?

“A febbraio c’è stata una “call”. Hanno partecipato in 47 gruppi, ne sono stati selezionati 24 e, ad eccezione di uno, hanno tutti partecipato alle attività d’aula, tenute alla Scuola Superiore di Catania, avviate il 7 marzo scorso e concluse il 16 maggio. Al Contest Day parteciperanno solo in diciannove e di questi tre saranno selezionati da una Commissione giudicatrice per partecipare a Start Up Weekend, in programma a Catania da domani 23 maggio, e per accedere alla seconda fase di Start Cup Catania, l’altra grande iniziativa – questa volta aperta a tutti, anche a chi non è studente – che sta per partire nei prossimi giorni. Il riconoscimento per il lavoro svolto è un momento fondamentale tanto atteso dai nostri giovani”.

–          Soddisfatto o rimborsato, dopo questa prima edizione di Ateneo?

“Soddisfatto, sicuramente. I team sono agguerriti, vogliono vincere tutti. Hanno lavorato bene in aula; abbiamo organizzato infatti dieci seminari e coinvolto almeno una trentina di professionisti, docenti, imprenditori e operatori del mondo delle start up. Le idee con le quali i giovani hanno concorso alla selezione iniziale di Start Up Academy sono maturate e son venuti fuori progetti molto interessanti. E poi, c’è il risvolto umano non indifferente. E’ stato un percorso di crescita umana essenziale per i nostri universitari, non importa se studenti della triennale, della magistrale o del dottorato. Ormai sono tutti affiatati. Insieme ai docenti, siamo tutti una squadra “fortissimi”.

–          L’Università è in grado di creare nuova impresa?

“Non saprei rispondere. Posso dire che è in grado di promuovere condizioni perché i propri giovani, maturando idee e progetti, possano cogliere le opportunità di fare nuova impresa che oggi sono numerose. Sicuramente non mancano le risorse, anche finanziarie per avviare una start up. Ci sono contenitori importanti per incubare o accelerare le idee e i progetti. A Catania, ad esempio, opera da un anno con successo il Working Capital Accelerator di Telecom Italia, senza dimenticare le strutture di Sviluppo Italia Sicilia e altri incubatori più piccoli e specializzati, come The Hub. Ovviamente per fare il salto e diventare imprenditori, bisogna fare qualcosa di più che andare in aula e frequentare un incubatore. Bisogna essere visionari, innovatori, aperti al mercato e alla competizione, saper condividere con gli altri le proprie idee. Il modo di fare impresa è decisamente cambiato!”.

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