di Elisa Guccione

CATANIA – In occasione della drammatizzazione del libro “Il coraggio è una cosa” di Roberto Roversi, prodotto dall’Associazione Neon impegnata da sempre nel “Teatro delle Diversità”, al Piccolo di Catania, diretto da Monica Felloni e Pietro Ristagno sulla coinvolgente storia di Danilo Ferrari, un giornalista trentenne affetto dalla nascita da tetraparesi spastico-distonica, incontriamo l’attrice e scrittrice Stefania Licciardello. Conosciamo un po’ alla volta questa donna impegnata attivamente nell’arte, nella poesia e nella sperimentazione teatrale, che si divide con destrezza tra il suo lavoro di perito agrario e la sua indole d’artista.foto 2-1

–          Protagonista al Piccolo Teatro con la storia di Danilo Ferrari. Come ha vissuto quest’esperienza umana e professionale?

«Lo spettacolo è Danilo. La sua forza, il suo coraggio e la sua voglia di vivere costituiscono il successo di questa messa in scena. Con il suo corpo e la sua fisicità questo ragazzo riesce a mettersi in discussione e comunica con il movimento degli occhi e della testa tutta la poesia che ha dentro. Nella piéce interagisco con lui attraverso il movimento della palpebra. Mi piace tanto guardarlo, soprattutto, quando afferma la sua carica di positività e la grande energia che lo caratterizza con la capacità di uno sguardo attento e sincero. Si muove tutto attorno a lui e di conseguenza, non per un fatto pietistico, dall’inizio alla fine il pubblico è invaso piacevolmente da un’aurea di intensa spiritualità».

–          Qual è il suo rapporto con lui?

«Mi sento una persona fortunata ad averlo incontrato. È un ragazzo innegabilmente attraente ed elegante. Subito sin dal nostro primo incontro mi sono trovata perfettamente a mio agio. Tutti abbiamo interagito con il suo corpo senza alcuna riluttanza, gli siamo praticamente saltati addosso. (ride) Chiunque si trovi a contatto con lui è coinvolto dalla sua vitalità».

–          Come ha reagito il pubblico?

«Bene. Le caratteristiche di questa realizzazione teatrale sono: unione e fraternità. Il pubblico è stato emotivamente coinvolto ed è riuscito a percepire i nostri sentimenti anche attraverso una particolare regia che ha puntato ad abbattere i limiti che potevano crearsi nel rappresentare un lavoro con protagonista un ragazzo affetto dalla nascita da una completa assenza di linguaggio e mancato movimento delle mani».foto Andrea Nucifora

–          Oltre a recitare scrive anche versi. Qual è il motivo che l’ha spinta a scrivere?

«Scrivo, perché penso che le poesie servano a qualcuno. La poesia è utile se c’è qualcuno che la richiede altrimenti non serve a nulla. Mi sento e credo di essere una poetessa su commissione».

–          Non crede nell’ispirazione?

«Spero di scrivere sempre. Io sono una persona che si meraviglia delle cose. Le parole nascono da questo stupore. La poesia, per me, è una cosa fisica in quanto tocca tutto il corpo e si trasmette tanto anche con gli occhi. Per questo, probabilmente, è accaduto che incontrassi Danilo».

–          Negli anni novanta recitava con la Compagnia “Gestione di cauta apparenza”. Ci parla di quest’esperienza?

«Risaliamo al primo periodo Bianco e alla manifestazione “Mappe”, con cui facevo delle realizzazioni teatrali pazzesche, che ancora oggi a distanza di vent’anni sono all’avanguardia. Il nostro era un teatro sperimentale, di ricerca e molto fisico. È stato un miracolo di quegli anni svanito per mancanza di fondi. Adesso grazie a Neon si sta continuando a recitare sulla stessa scia, anche se molti colleghi di quegli anni sono impegnati in altri lavori».

–          Com’è avvenuto l’incontro con Neon?

«In modo semplice. Sono state lette alcune mie poesie e grazie alla mia scrittura sono entrata a far parte della Compagnia. Ricordo che cercavano un poeta di scena e sono stata catapultata quasi immediatamente sul palco».

–          Da attrice ha un sogno che vorrebbe realizzare?

«Non mi sento un attrice, mi sento più una scrittrice di versi. Non ho ambizioni attoriali. La sfida, per me, nasce quando devo recitare le mie poesie in pubblico. Al giorno d’oggi bisogna essere sempre in movimento e mai statici».

–          Prossimi impegni lavorativi?

«È imminente la presentazione del libro di Danilo. Quest’estate a Taormina festeggeremo i venticinque anni dell’associazione Neon e sarà una grande festa ricca di spettacolo e particolari performance artistiche».

Elisa Guccione

 

 

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