Dalla Coldiretti siciliana plauso alla nuova norma che salvaguarda la nostra olivicoltura.

di Salvo Reitano

Stop alle oliere truccate nei ristoranti, che potranno servire l’extravergine solo in bottiglie dotate di tappo antirabbocco, per evitare che possano essere “allungate” o addirittura riempite ex novo con prodotti che non hanno nulla a che vedere con quello originario.

A darne notizia è la Coldiretti Sicilia dopo il via libera della Camera all’emendamento che assicura maggiori garanzie ai consumatori e ai produttori olivicoli della nostra regione.

Una notizia importante per un settore che sul territorio isolano conta  quasi 3 milioni di quintali  su una superficie di 136 mila ettari piazzandosi ai primi posti tra le regioni produttrici di olive per la produzione olio di altissima qualità spesso non riconosciuta.

Per queste ragioni è importante lo stop alle oliere truccate nei ristoranti che potranno servire l’extravergine solo in bottiglie dotate di tappo antirabbocco per evitare che possano essere “allungate” o addirittura riempite ex novo con prodotti che non hanno nulla a che vedere con quello originario.

La norma approvata prevede che gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei pubblici esercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata e provvisti di un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo l’esaurimento del contenuto originale indicato in etichetta.

Per Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione, presidente e direttore della Coldiretti siciliana, “si tratta di un altro importante passo in avanti a favore dell’agricoltura e l’emendamento sul tappo antirabbocco, assieme a quello che innalza il contenuto minimo di succo di frutta nelle bibite gassate dal 12 al  20 per cento, rappresenta un deciso stop alle contraffazioni e agli inganni”.

Un passo avanti decisivo contro le lobby dei furbetti dell’agroalimentare che fanno affari con le aranciate senza arance e cercando di spacciare in ristoranti, pizzerie, mense e bar come extravergine italiano prodotti che nulla hanno a che fare con la realtà produttiva nostrana.

Pur nel rispetto della normativa comunitaria l’Italia non ha rinunciato questa volta a svolgere il ruolo di leader nella tutela della qualità e della sicurezza alimentare in Europa.

Come più volte abbiamo sostenuto su queste pagine, si tratta di salvaguardare prodotti base della dieta mediterranea come l’olio di oliva e la frutta che offrono un contributo determinante alla salute dei cittadini e sono realtà produttive da primato nazionale che possono offrire importanti sbocchi occupazionali.

Salvo Reitano

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