Katya Maugeri

https://www.youtube.com/watch?v=fR-4apym-Wg&feature=youtu.be

CATANIA – Il suo sguardo è quello di una donna forte, coraggiosa, emotiva e determinata, una donna che non ha mai smesso di lottare. Una storia importante, un esempio per tutti coloro che hanno scelto di dire no al racket dell’estorsione. Abbiamo incontrato Gabriella Guerini, presidente dell’associazione antiracket antiusura Asaae e ci ha spiegato, attraverso la sua esperienza, quanto sia importante scegliere e importante rifiutare di pagare il pizzo sin da subito, denunciando tutto alle Forze di polizia. Un “no” che lei e il marito hanno sempre difeso, sin dalle prime richieste estorsive avvenute nel 1982, nonostante le continue minacce, le rapine, gli incendi dolosi, una lotta che hanno vinto con tenacia e coraggio. Si può e si deve credere a un percorso alternativo: accettare per paura diventa la reale condanna a morte. Gabriella Guerini, inoltre dalla sua esperienza  trae la forza per aiutare chi – come lei – conosce questa atroce realtà e lo fa attraverso l’associazione antiracket a Catania, diventando tra l’altro fondatrice dell’ambulatorio anti-usura, coordinatrice dell’area orientale della Sicilia per il progetto P.O.N Sicurezza e componente direttivo di Libera Catania.
Scelte che delineano un percorso ben preciso: quello della legalità, lontano dal ricatto emotivo – non solo fisico e concreto -, denunciare per non essere complici di chi trattiene nelle proprie mani la vita altrui, scegliere di essere liberi e contribuire – seppure come delle piccole gocce nel mare – ad un futuro migliore.

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A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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