Carmelinda Comandatore

CATANIA – Ancora stragi, ancora sangue. Ancora una volta il mondo si ferma e piange i morti della follia omicida del terrorismo, che la sera del primo luglio scorso ha colpito il Bangladesh e ha ferito la Sicilia, portandosi via una donna straordinaria come la catanese Adele Puglisi, una delle nove vittime italiane dell’ennesimo attacco sferrato dall’Isis questa volta alla città di Dacca. Sicilia Journal vuole ricordare Adele attraverso le parole dell’imprenditore Seby Costanzo, suo caro amico fin dai tempi spensierati dell’adolescenza.

«Adele era persona meravigliosa, aperta, disponibile e innamorata della vita, caratteristiche che facevano si che fosse amata da tutti. Ha girato mezzo mondo e in ogni luogo riusciva a sentirsi a casa. Era uno spirito libero e anticonformista, capace di relazionarsi con la gente di ogni paese. Negli ultimi anni, curando le relazioni pubbliche dell’azienda Artsana, aveva deciso di stabilirsi in Bangladesh, dove aveva iniziato a portare avanti anche dei progetti umanitari. Una donna dalla grande umanità, che era un piacere risentire e rivedere, quelle poche volte in cui tornava a Catania, perché era rimasta sostanzialmente la ragazzina acqua e sapone di tanti anni: se si stava in sua compagnia il tempo sembrava essersi fermato e non riesco ancora a realizzare che questa tragedia sia avvenuta davvero».

Nella giornata di domani verrà proclamato il lutto cittadino nella città etnea: «Catania è profondamente colpita per la strage di Dacca – ha affermato il sindaco Enzo Bianco -. È rimasta uccisa una donna catanese, Adele Puglisi, apprezzata e stimata professionista. Chiediamo alle istituzioni internazionali di intensificare le azioni contro questi criminali che di religioso non hanno nulla».

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