Riceviamo e pubblichiamo.

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Pietrangelo Buttafuoco

CASTEL DI TUSA − Il mecenate Antonio Presti, presidente della Fondazione Fiumara d’Arte, che nel sentire comune è un’istituzione di quest’isola, non risultando assolutamente a verità tutto quello che viene riportato nell’articolo su “Il Fatto Quotidiano” a firma di Pietrangelo Buttafuoco, manifesta un suo disappunto per l’uso strumentale del suo nome riportato in una dichiarazione falsa e mendace e in uno stile e in un modo che non gli appartengono né come condizione né come suo valore di essere. “Non mi riferisco alla questione politica che non mi interessa” replica Antonio Presti, “ma alla mancanza di rispetto alla mia persona e alla mia storia. Sul senso politico ho ampiamente dimostrato con i fatti e con valore di differenza la mia distanza rispetto ad un mondo politico che non mi appartiene. Il mio rapporto con Rosario Crocetta, nel ruolo di presidente della Regione Siciliana, è stato vissuto assumendo un mio valore personale politico di coerenza che ha ritrovato nella rinuncia la sua anima: Una rinuncia al ruolo di assessore ai beni culturali della regione sicilia; una rinuncia alla corsa come senatore alla repubblica scegliendo volontariamente la seconda candidatura sul listino proposto; una rinuncia contributiva di € 80.000 della tabella H per la quale non ne ho mai condiviso il percorso contributivo rivolto alla cultura, dal momento che, sin da quando la tabella H è stata istituita, l’iter burocratico della Regione Sicilia ha sempre utilizzato logiche basse di clientela e di opportunismo. Ritornando all’articolo di Buttafuoco e il valore etimologico usato della parola ‘bottana’, forse è un brand più appropriato a Pietrangelo Buttafuoco che ha fatto nel suo essere ‘Buttanissima Sicilia’ un successo editoriale”.

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