All’Ars, il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone presenta un’interrogazione

ROMA – “Sviluppo Italia Sicilia: è necessario riprogrammare l’attività operativa della società, focalizzandola sui regimi di aiuto alle imprese e sugli strumenti di politica attiva del lavoro, restituendo Sviluppo Italia Sicilia alla mission originaria nella gestione e attuazione dei regimi di aiuto alle imprese, incrementando le azioni da svolgere in convenzione con Invitalia, come ad esempio i nuovi strumenti agevolativi Smart & Start, Autoimprenditorialità, Brevetti”: è quanto afferma il deputato di Forza Italia Basilio Catanoso che, su Sviluppo Italia Sicilia ha presentato una interrogazione ai ministri dello Sviluppo economico e degli Affari regionali. “Atteso che, come al solito, il governo Crocetta rimane completamente assente dalle politiche di Sviluppo della nostra Regione, mortificando professionalità e opportunità di lavoro”, dice l’on. Catanoso.
“Per raggiungere l’obiettivo, occorre agire per “la trasformazione della società Sviluppo ItSviluppo Italia Siciliaalia Sicilia in società finanziaria, analogamente a quanto avvenuto per Puglia Sviluppo. L’operazione avrebbe come naturale approdo l’ipotesi dell’integrazione con IRFIS-FinSicilia mediante acquisizione dalla parte della finanziaria regionale del 100% del capitale di Sviluppo Italia Sicilia (es. ad 1 euro), come previsto già dal 2011 da un Decreto dell’Assessore all’Economia sull’attuazione del Piano di Riordino delle partecipate regionali. L’operazione consentirebbe il rilancio e diversificazione dell’operatività di IRFISF in Sicilia, con l’implementazione dell’organico, la riduzione dell’età media, il completamento dell’offerta di servizi alle imprese e la possibilità di rilancio in chiave innovativa della mission”.
La necessità che Sviluppo Italia Sicilia vada potenziata e rifomulata, è argomento che approda pure all’Ars, con il capogruppo di Fi, on. Marco Falcone: “”Alla stregua di quanto fatto dall’on. Catanoso al Parlamento nazionale, ho formulato al Governo regiomarco-falconenale una interrogazione per chiedere i motivi che hanno suggerito lo stesso governo di affidarsi, per l’Expo, a Unioncamere, associazione privata secondo codice civile, piuttosto che avvalersi di Sviluppo Italia Sicilia che gestisce in house i fondi comunitari. Siccome la partecipazione della regione ad Expo 2015 viene garantita anche con i fondi strutturali, sarebbe stato più opportuno intervenire con Sviluppo Italia Sicilia”.
L’on. Basilio Catanoso spiega che “Sviluppo Italia Sicilia è una società strategica per il perseguimento delle finalità istituzionali della Regione che non determina oneri a carico del bilancio regionale in quanto le entrate sono rappresentate dai corrispettivi per prestazioni di servizi, principalmente a favore del socio unico, la Regione Siciliana, con fondi comunitari o nazionali” prosegue l’on. Basilio Catanoso che ricorda come la Società gestisca l’Incubatore di Imprese di Catania (20 aziende con oltre 200 persone) e l’Incubatore di Messina, avviato da pochi anni.
“La Società opera in qualità di soggetto in-house per l’affidamento delle attività di assistenza tecnica a valere sui fondi comunitari. Tuttavia per tale attività i ricavi sono fortemente deficitaria soprattutto, per la mancata adozione da parte della Regione di un sistema di tariffazione delle attività contrattuali svolte in suo favore (assistenza tecnica) calcolato sui costi standard che non permette di coprire il costo industriale dell’azienda che comprende anche le spese del personale delle funzioni di staff (servizi generali, amministrazione e contabilità) e i costi di struttura, malgrado proprio le spese per il personale – estremamente qualificato e senza neppure un dirigente in organico- siano di gran lunga inferiori alla media del costo del personale della Regione e delle altre società partecipate”.
Sviluppo Italia Sicilia, quindi “deve trovare nuovo slancio, e non vivere tra mille difficoltà a causa della solita inezia del Governo regionale – afferma l’on. Catanoso -. Anche perché il contributo in c/esercizio da 1,2 milioni di euro è indispensabile per garantire la continuità dell’operatività aziendale prima dell’entrata a regime del parco commesse ma non sarà sufficiente a ripagare il debito pregresso, mentre nuovo debito si va creando”.
Per Catanoso “la professionalità e l’expertise del personale della società regionale partecipata non può essere dispersa a causa dell’inefficienza del governo regionale e la strategia di consolidamento e sviluppo si dovrà dispiegare verso la revisione del sistema di valorizzazione economica dell’attività, basato sulla quotazione delle fasi del processo di erogazione del servizio, assicurando in tal modo condizioni di redditività e margini di flessibilità operativa nettamente superiori rispetto al sistema basato sulle tariffe per giornata/uomo. Ancora, l’affidamento in-house, in qualità di gestore concessionario, di regimi di aiuto alle imprese a valere sui fondi comunitari, nazionali e regionali e, inoltre, il rilancio della funzione strategica dell’incubatore di imprese” chiude l’on. Basilio Catanoso.

Scrivi