“Catania, la Sicilia, il Meridione sono i grandi assenti nella strategia politica ed economica del Governo. La Uil, sulla base delle proposte formulate dall’Assemblea nazionale di Bari, vuole partire proprio da Catania per chiedere alle istituzioni politiche e alle altre forze sociali e datoriali un Patto di Partenariato fondato su un piano straordinario per l’occupazione, l’efficienza della Pubblica amministrazione attraverso la valorizzazione del personale, la riduzione degli oneri burocratici, la legalità, la ricerca e l’innovazione, l’internazionalizzazione, l’istruzione e la formazione, le infrastrutture sociali e materiali”. Lo afferma il segretario generale della Uil etnea Fortunato Parisi, oggi alla “Fiera del Levante” nel capoluogo pugliese con una delegazione della Segreteria provinciale per partecipare all’Assemblea nazionale Uil su “Sviluppo. Contratti. Sud. #Impulso al rilancio”. L’evento è stato concluso dall’intervento di Carmelo Barbagallo.

“In controtendenza rispetto al dato nazionale − afferma Parisi − tra gennaio e giugno in Sicilia le attivazioni di rapporti di impiego pubblico e privato sono diminuite dell’1.8 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, come rivela uno studio dell’Ufficio Uil Politiche del Lavoro. In Italia, invece, sono cresciute del 3,9. Servono, quindi, azioni per invertire la rotta e restituire ai cittadini catanesi e siciliani il diritto al lavoro. Ma lavoro dignitoso! Per questo, sulla base della nostra esperienza quotidiana sul territorio, condividiamo e sollecitiamo la proposta Uil di destinare un miliardo di euro in un triennio al finanziamento di un progetto per la sicurezza, il contrasto al lavoro irregolare e sommerso, la lotta al capolarato. Pretendiamo, inoltre, che si torni a parlare di fiscalità di vantaggio, mentre tagli a enti locali e Regioni penalizzano il Meridione provocando, come denunciato dalla Uil a Bari, una sorta di fiscalità di svantaggio”. Il leader della Uil catanese aggiunge: “Impulso al rilancio, per dirla con il titolo dell’Assemblea nazionale, significa anche rivendicare una politica industriale degna di questo nome. Basta con gli incentivi generici che non sono serviti a ridurre l’eccessiva frammentazione del sistema delle imprese a Catania e in tutto il Sud, né a ridurre il costo del denaro per gli investimenti. Vogliamo anche rilanciare un’idea-chiave, formulata così dal segretario confederale Guglielmo Loy: vengano premiate non solo quelle aziende che portano al Sud il capannone produttivo, ma anche il core-business dell’impresa”.

“Infine − conclude Fortunato Parisi − servono infrastrutture come condizione per lo sviluppo. Opere piccole e medie, ormai dimenticate, oltre alle grandi reti strategiche. Sette progetti fondamentali per il Sud sono stati richiamati all’attenzione del Governo nazionale dalla Uil di Carmelo Barbagallo: tra queste spicca l’alta velocità Messina-Palermo-Catania che ci sembra un atto dovuto, mentre restiamo in attesa di riapertura del tratto franato sull’autostrada Palermo-Catania”.

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