CATANIA  − «Non solo l’aeroporto, ma anche l’Area di Sviluppo Industriale, nuove infrastrutture e nuovi insediamenti produttivi, il mantenimento delle produzioni farmaceutiche e di microelettronica. Lo sviluppo locale passa anche da tali priorità e se ne tenga conto quando si dovranno redigere i progetti per i bandi FESR». Alla vigilia della visita di mercoledì 23 settembre a Catania, la segreteria provinciale della Cisl interviene per chiedere un incontro e un confronto con la Commissione Europea per lo Sviluppo Regionale su tali temi.

«Quella di Catania sarà la prima tappa per la visita al Distretto Sud-Est siciliano, dice Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl etnea, un’area che, come dice il sindaco di Catania, è la più dinamica della Sicilia e produce l’80% del Pil siciliano. La visita della Commissione rappresenta una importante iniziativa che deve essere necessariamente volta a ragionare di un progetto sistemico che ci metta nelle condizioni di mantenere produzioni e livelli occupazionali e garantire prospettive di sviluppo e di crescita anche degli occupati».

«La sua presenza a Catania assume un rilievo maggiore, aggiunge, perché è stata proprio la Commissione Europea ad aver approvato, lo scorso mese di agosto, il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale presentato dalla Regione Siciliana. Un piano da 4, 5 miliardi di euro circa, davvero cospicuo se si considera che, per esempio, al Veneto spettano solo 300 milioni di fondi EU su 600 milioni complessivi».

«La Comunità Europea, specifica Rotolo, mette a disposizione per la Sicilia 3,41 miliardi di euro, lo Stato Italiano deve prevederne 800 milioni di euro e la Regione Siciliana, se vuole usufruire di questi fondi, deve stanziarne 350 milioni come cofinanziamento. Si tratta degli ultimi fondi a disposizione, perché a oggi, dopo il 2020, non è previsto null’altro!».

La nostra esperienza ci insegna che i precedenti fondi, in Sicilia, sono stati anche polverizzati in mille e mille micro interventi invece di farli oggetto di un approccio sistemico. Queste risorse, invece, rappresentano un potenziale straordinario per la Sicilia e non possiamo né consentirci di perderli, né, tanto meno, che vengano utilizzati male.

Secondo Rotolo «sono due gli aspetti che non possono essere trascurati: 1) ci sono pochi mesi a disposizione prima che vengano presentati i bandi regionali, sui quali poi agganciare i progetti territoriali e, quindi, bisogna, insieme alle Istituzioni locali, realizzare un vero fronte comune affinché vengano individuate le necessarie priorità per lo sviluppo del territorio; 2) è necessario fare una ricognizione, sempre insieme alle istituzioni locali, affinché si possano sviluppare progetti mirati che guardino ai vari settori merceologici, alla ricerca ed alla innovazione, ma in un’ottica di sistema».

«E proprio nell’individuazione delle priorità per lo sviluppo locale, precisa, non si può più solo discutere di aeroporto che rappresenta certo una importante infrastruttura su cui continuare a investire, ma c’è anche lo sviluppo di altre importanti infrastrutture, di aziende, il mantenimento nel territorio di importanti realtà del settore farmaceutico e della microelettronica, la possibilità di attrarre nuovi insediamenti produttivi».

«Non a caso, ricorda, la Cisl di Catania ha già chiesto a gran voce di essere coinvolta nei ragionamenti che riguardano l’Area di Sviluppo Industriale, sulla quale ha anche individuato dieci priorità per passare dalle emergenze e dal degrado attuale a una vera opportunità di sviluppo e di attrazione.

«La zona industriale di Catania è infatti anch’essa un’importante infrastruttura del territorio che va salvaguardata e rilanciata e che deve, attraverso una concreta attività di programmazione, garantire alle imprese e ai lavoratori le necessarie soglie di sicurezza e di tutela tali da favorirne lo sviluppo».

«Per questo chiediamo alla Commissione Europea e al sindaco di Catania, spiega Rotolo, di incontrarci al fine di condividere tali priorità affinché si costruiscano bandi regionali che mettano nelle condizioni questa importante area del territorio siciliano, insieme alle imprese presenti, di poter presentare progetti mirati allo sviluppo ed alla crescita occupazionale. Tra le nostre dieci priorità, c’è infatti anche la costituzione di un team di lavoro che ragioni sui progetti per impiegare i fondi FESR a vantaggio dell’area».

«Non c’è molto tempo, conclude la segretaria generale della Cisl etnea, bisogna fare presto e concentrare l’attenzione sui progetti da realizzare per fare in modo, come ha affermato la stessa Commissaria Europea per le politiche regionali, Corine Cretu, che le risorse siano utilizzate per creare posti di lavoro e rafforzare la capacità delle imprese nel campo della ricerca e dell’innovazione. Siamo convinti che insieme ci possiamo riuscire».

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